lunedì 2 dicembre 2019

Parlando di cinema: Al Pacino vs Robert De Niro


Al Pacino vs Robert De Niro: ovvero la tempesta e la calma della recitazione nel cinema americano.

Il primo è sempre stato un continuo ed esaltante esplosivo di prove attoriali basato molto sul suo stampo caratteriale ed invece il secondo molto più calmo ma folgorante negli attimi di follia recitativa e di immedesimazione. Entrambi carismatici, li abbiamo visti a confronto in tante tipologie di film e interpretazioni, dalle più iconiche fino alle più dimenticabili (più Bob in questo caso). In particolare sono quattro le pellicole in cui hanno partecipato direttamente (sul set) assieme: Il Padrino - Parte 2 di Francis Ford Coppola (in cui però non si "scontravano"), nel poliziesco definitivo di Michael Mann che tutti conosciamo con il nome di Heat, nel più che dimenticabile Righteous Kill ed infine nel canto del cigno del genere gangster americano (a mio modesto parere) diretto da Martin Scorsese cioè il novello The Irishman.

La domanda che mi sorge spontanea è: chi ha prevalso (in queste prove attoriali dirette) chi con il suo stile/carisma di recitazione?

Secondo me è un pareggio: nel Padrino - Parte 2 si equivalgono, in Heat la prestazione di Bob surclassa la già magistrale recitazione di Al, in quella deprecabile produzione che porta il nome di Righteous Kill vince nettamente Pacino ed infine in The Irishman ambedue si equivalgono.

Sempre così agli opposti, ma anche sempre così uguali nel recitare. Si completano a vicenda sul set.

venerdì 1 novembre 2019

Cattivi Preferiti: Oogie Boogie / Bau Bau


Oogie Boogie / Bau Bau (Ken Page / Ennio Coltorti & Andy Surdi)

Caratteristiche: Malvagio, Giocatore d'azzardo, è letteralmente un sacco di juta pieno d'insetti (più un serpente)

Film: The Nightmare Before Christmas di Henry Selick del 1993

Frase: "Jack? Avevano detto che eri morto. Tu perciò devi... rimorire!!!"



sabato 20 luglio 2019

Cattivi preferiti: Darryl Revok



Darryl Revok (Michael Ironside)

Caratteristiche: Scanner, letale, megalomane

Film: Scanners 1981 di David Cronenberg

Frase: " Troppa gente nella testa di Darryl "



venerdì 19 luglio 2019

Cattivi preferiti: William "Bill the Butcher" Cutting



William "Bill the Butcher" Cutting (Daniel Day-Lewis)

Caratteristiche: Carnefice, spietato, intelligente, basato sul personaggio storico William Poole

Film: Gangs of New York 2002 di Martin Scorsese

Frase: " Mulberry Street... Worth... Cross e Orange... e Little Water. Ciascuno dei Five Points è un dito. Quando chiudo la mano, si trasforma in un pugno. E se voglio, posso usarlo contro di te "



lunedì 8 luglio 2019

Cattivi preferiti: Brett Fletcher


Brett Fletcher (Gian Maria Volonté)

Caratteristiche: Professore di storia, intellettuale, buon pistolero

Film: Faccia a faccia 1967 di Sergio Sollima

Frase: "Un violento, sì, è un fuorilegge; cento sono una banda, centomila un esercito... Bisogna superare il confine della violenza individuale che è crimine, per arrivare a quella di massa che è storia!"



martedì 23 aprile 2019

Suspiria (2018) Lacrime, tenebre e sospiri


Ed eccomi ritornare sul pezzo, cominciamo questo 2019 con quella che era l'attesissima rivisitazione del leggendario Suspiria di Dario Argento ad opera di Luca Guadagnino. Guardando nel passato l'idea di un rifacimento di questa epocale pellicola di genere era già nata nel 2008 sotto l'ala artistica di David Gordon Green, che aveva assoldato nel cast: Isabelle Huppert, Janet McTeer e Isabelle Fuhrman. Tuttavia i conflitti con lo studio che finanziava la pellicola hanno portato al fallimento del progetto. Tutto fu rimandato al Festival di Venezia 2015, dove Luca Guadagnino ha annunciato che avrebbe diretto il film con la nuova sceneggiatura firmata da David Kajganich, che aveva già collaborato con Guadagnino in A Bigger Splash (altro remake). Nella mia premessa debbo concordare che il genere horror nella settima arte, ha la peculiarità di essere atemporale ed al contempo archetipico come nelle fiabe, quindi una sorta di storia che narra di una paura universale, ma allo stesso tempo politico ovvero capace di far scaturire incubi veri, traumi, questioni sommerse del mondo presente e celate nel passato. Per niente l'idea di riproporre una pellicola del 1977 ambientandola nel 1977 oltretutto facendo del 1977 una specie di personaggio, (oltre che il titolo del primo capitolo) è stata una mossa interessante per la connessione narrativa principale e non (anche lì dove le sottotrame sono rimaste aperte). Quindi a prima vista abbiamo un film ambientato nella Berlino del 1977 che parla della Berlino del 1977 che sembra un film di Fassbinder del 1977.


La storia del film è conosciuta da tutti, una congrega di streghe si nasconde in una scuola di danza, un camuffamento semplice ed insieme furbo visto che i movimenti, le coreografie, i passi di danza sono gli incantesimi stregoneschi. Altra mossa furba (aggiungo) è la scelta narrativa di mostrare (sin da subito) e mettere le carte in tavola su quanto è celato nella scuola di danza già dal primo capitolo. Il film raggiunge il suo massimo apice nei primi 40 minuti, né più né meno, da citare la bellissima danza punitiva per la disertrice Oga dove il montaggio concatenato (ottimamente elaborato da Walter Fasano) tra i movinenti ed il massacro nella camera degli specchi trova il culmine della messa in scena voluta da Guadagnino. Senza comunque dimenticarci della sabba finale degno del peggior incubo Naganiano: teatrodanza puro, una performance da museo, kitch, con una grana completamente diversa dell’immagine, sfacciatamente finta, sia nella CGI di cui è circonfusa Dakota Johnson sia nell’orrenda putrefazione prostetica di madre Markos.


Francamente trovo impossibile non lasciarsi trasportare dal vortice interpretativo di questo Suspiria, dato che è su questa continua sfida costruttiva che è critico: su un accumulo di sdoppiamenti e trinità, equivalenze, rimandi, significati possibili. Stregoneria/Nazismo/Terrorismo; la stregoneria vista come psicanalisi, attraverso il genere horror; la danza tramutata in disciplina di spersonalizzazione come il totalitarismo; Tilda Swinton che addirittura si cimenta in tre ruoli contemporaneamente (alla Sellers) cioè tre tipi diversi di passato da cui imparare/da distruggere/da perdonare. Guadagnino quindi ha fornito l’unica risposta possibile. L’unico modo di affrontare il remake di un film certo amatissimo, forse irripetibile, sicuramente frutto di un’epoca e di un ambiente che sembrano lontani. Tutto il comparto tecnico lavora a livelli stratosferici, nessuna scelta è mai sciatta o lasciata al caso – e ogni elemento è funzionale alla creazione di un’atmosfera ben precisa: la sensazione che dietro una facciata rigorosa aleggi sempre qualcosa di deviato e malato, ma anche tanto insolito da attrarre