The Silence of the Lambs (1991) Il silenzio degli innocenti, di Jonathan Demme
Saggio di tecnica di Demme sotto molti punti di vista, che firma un esercizio di stile e indubbiamente anche un cult generazionale, da cui il recente Longlegs e il cinema di Fincher attingono a piene mani. Sceneggiatura certosina negli intenti nel trasporre Thomas Harris: un'indagine su traumi e pulsioni dove il duello Foster vs Hopkins è tutto da godere. Entrambi lavorano professionalmente di sottrazione e microespressioni (accentuate dai primissimi piani di Demme): lui, cinico e manipolatore senza mai strafare; lei, spaziale nel gestire l'ambivalenza tra determinazione e fragilità emotiva, specchiata nella potente simbologia degli agnelli e della falena (Acherontia Styx).













