Revolver (2005) Scacchi & Truffe: l'enigma di Guy Ritchie
Il regista, dopo il tonfo clamoroso di Travolti dal destino, ritorna sui suoi passi elaborando con la sua quarta pellicola un prodotto dannatamente interessante, per quanto contorto ed ermetico a livello di contenuti. Ritchie, coadiuvato da Luc Besson alla sceneggiatura, dà vita a un intricato thriller psicologico in cui i dettagli e il costante depistaggio sensoriale fanno da padroni in ogni sviluppo. Verrebbe da dire che questo è il suo Memento; paragoni a parte, il risultato non è di facile comprensione e il connubio surrealista che s'insinua tra i generi gangster e heist (tipici della sua filmografia) trova qui la sua variabile più impazzita. Il titolo del film, Revolver, non si riferisce semplicemente all'arma da fuoco. Ritchie ha spiegato che il titolo gioca sul concetto del "revolvere", ovvero del girare continuamente all'interno di un ciclo o di un gioco. Nella sua visione, se entri in un gioco e continui a girare al suo interno (come i pensieri nella ment...













