Species (1995) Bionda dallo spazio profondo



Tra le nuove visioni che vi sto mostrando ultimamente mi sembrava doveroso anche mettere in tavola anche quelle, sporadiche, avute durente il periodo estivo prima che il grande Autunno faccia avvento. Specie Mortale uscito nel 95 è anche un mio vecchio cavallo di battaglia che ebbi modo di vendere tanto tempo fa mentre visitavo la capitale romana. Particolartissima produzione realizzata con il limitato budget di 30 milioni di dollari (quindi per gli standard Hollywoodiani possiamo chiamarlo un lussuosissimo B-Movie), con i talenti riuniti di Richard Edlund (curatore anche degli effetti visivi della saga di Guerre stellari) e di Hans Rudi Giger (ideatore del mostro di Alien) e con un cast solido: che verrà principalmente ricordato per averci regalato quellla splendida biondona (allora) esordiente che porta il nome di Natasha Henstridge, che nel ruolo di Sil avrebbe poi finito con il monopolizzare il successo della sua carriera.Ancora una volta gli anni 90 si fanno manifesto di una volonta tutta loro di prendere vecchie idee e adattarle allo standard dell'epoca, i rimandi al buon predatore che porta nella sua iconografia cinematografica il nome di Xenomorfo sono lampanti (vista anche la presenza del suo creatore), ma vi è anche quella particolare originalità di tirar fuori un film dagli avvenimenti più disparati: parte del film nasce da quel avvenimento che porta il nome di Messaggio di Aceribo, un messaggio radio trasmesso nello spazio dal radiotelescopio di Arecibo, in Porto Rico, il 16 novembre 1974 (che è anche l'anno di nascita Natasha). Fu stato indirizzato verso l'Ammasso Globulare di Ercole, a 25 000 anni luce di distanza e il messaggio conteneva informazioni sul materiale genetico umano.

La vena erotica persistente introdotta da Verhoeven, con il suo Basic Instinct, ha lasciato l'eredità che porteremo fino alla fine degli anni 90. Quindi anche in questo film il binomio bionda e predatrice fatale sessuale è forte e ancora vivido. Dennis Feldman ebbe l'idea per Species nel 1987, mentre lavorava a un altro film su un'invasione aliena Real Men. Avendo letto un articolo di Arthur C. Clarke sulle insormontabili improbabilità di un veicolo extraterrestre di localizzare e visitare la Terra, date le distanze stellari, Feldman iniziò a pensare che fosse "poco sofisticato che qualsiasi cultura aliena si mostri in quello che [lui] descriverebbe come un grande barattolo di latta. Così, a sua volta, considerò che la possibilità di un contatto extraterrestre fosse attraverso l'informazione, un messaggio. Nella sua mente il visitatore si adattava all'ambiente terrestre attraverso il DNA appartenente agli organismi terrestri. L'umanità iviò allo spazio trasmissioni "per dare indicazioni" come il messaggio di Arecibo, che Feldman considerava incauto, poiché trasmetteva informazioni a potenziali predatori dallo spazio. Sottolineò poi che "in natura, una specie non vorrebbe che un predatore sapesse dove si nasconde". Nel 1993, Feldman poi ha rielaborò le sue idee in una sceneggiatura che fu inviata al produttore Frank Mancuso, Jr., che aveva assunto Feldman per adattare A Cast of Killers di Sidney Kirkpatrick. Mancuso fu subito attratto dalle possibilità creative che il film offriva "la sfida di percorrere quella linea sottile tra la credibilità e spingere qualcosa il più lontano possibile". Metro-Goldwyn-Mayer si interresso al progetto, e mentre Feldman ha avuto alcuni disaccordi iniziali sul budget, dopo aver considerato altri studi firmò con la MGM. A sua volta, l'ormai ribattezzato Species attirò il regista Roger Donaldson, che adorò quella miscela di fantascienza e thriller. La sceneggiatura subì otto diverse bozze, scritte in un periodo di otto mesi, prima che Donaldson si accontentasse che i difetti nella logica della storia fossero stati corretti. A un certo punto un altro scrittore. Quando Donaldson fu annunciato come regista nel 1994, Mancuso dichiarò che la maggior parte del budget di 35 milioni di dollari sarebbe stato speso per gli effetti, poiché "Non è un film che richiede stelle. Cercheremo di mettere più soldi possibile sotto la linea e consentire agli effetti e alla creatura di essere i punti salienti del film".



Sil è stata realizzata dall'artista svizzero H. R. Giger. Donaldson pensava che Giger fosse l'uomo giusto per il film, dopo aver letto il suo compendio sul Necronomicon, lui e Mancusovolarono in Svizzera per incontrare l'artista. Ciò che ha attratto Giger è stata l'opportunità di progettare "un mostro in un altro modo: un guerriero estetico, anche sensuale e mortale, come le donne sembrano nei [suoi] dipinti". Mentre Giger scelse di rimanere in Svizzera per prendersi cura di sua madre, però costruii alcuni burattini nel suo studio, chee in seguito ha inviòvia fax schizzi e dipinti ad aerografo durante la produzione. I modelli furono realizzati da Steve Johnson e dalla sua azienda XFX, che aveva già lavorato con i progetti di Giger in Poltergeist II: The Other Side. Giger aveva immaginato più fasi della trasformazione di Sil, ma il film impirgò solo l'ultima, in cui lei è "trasparente all'esterno e nera all'interno, come un corpo di vetro ma con il carbonio all'interno", XFX la realizzò con la pelle traslucida basata su ciò che avevano fatto per gli alieni di The Abyss. La forma aliena di Sil aveva sia animatronica a corpo intero con braccia, teste e torsi sostituibili, sia una tuta. I Boss Film Studios di Richard Edlund sono stati assunti per oltre 50 scatti di immagini generate al computer, che includevano una delle prime forme di effetti di motion capture. Utilizzando un burattino elettrico alto 60 cm dotato di sensori che traducevano i suoi movimenti in un Sil digitale, Boss Films è riuscita a ottenere in un giorno ciò che una volta avrebbe richiesto fino a tre settimane con effetti pratici. Giger fu scontento di alcuni elementi che trovava somiglianti ad altri film, in particolare il franchise di Alien. Ad un certo punto inviò un fax a Mancuso trovando cinque somiglianze: un "chestburster" (come Sil che partorisce echeggiava il neonato Alien che usciva dal petto del suo ospite), la creatura che aveva una lingua perforante (Giger inizialmente voleva che la lingua di Sil fosse composta di uncini uncinati), un bozzolo, l'uso di lanciafiamme e Giger stesso. Un grande punto di contesa è stato il finale, che Giger considerava derivato dai climax di Alien 3 e Terminator 2: Judgment Day. Il designer sentiva che i film dell'orrore avevano spesso un confronto finale con il fuoco, che considerava antiquato e legato ai processi alle streghe medievali. Ha inviato alcune idee per il climax ai produttori, accettando che la morte definitiva di Sil avvenga con un colpo alla testa.


Tutta la gestazione portò a questa più che godibile pellicola, che se la viaggia tra il thriller e il classico horror sci-fi senza perdersi troppo. Un peccato che certe idee siano stato tolte (il massacro del treno) o solo in parte messe (come il continuo incubo leitmotiv dell'aliena). Gran parte della riuscita è dovuta anche al cast (Madsen, Withtaker, Molina) e alla più che gradevole presenza sullo schermo di Natasha. Ironia della sorte Molina raccontò del nervosimo della Henstridge per la scena di sesso che riguardava e lui per rassicurarla le raccontò che era anche la sua prima scena di sesso, visto che la prima sua fu fatta con un uomo. A parte il debutto della fantastica Henstridge, che in seguito altri treni ha preso (Fantasmi da Marte, di Carpenter), altri ne ha perduti (a cominciare dal vedersi soffiare da Milla Jovovich il ruolo della protagonista in Resident Evil), il primo Species di Roger Donaldson aveva di bello che intorbidava un po’ i normali schemi retorici, l’abituale etica del blockbuster. Sil si porta dietro come retaggio della sua origine extraterrestre una pulsione incoercibile ad accoppiarsi, per soddisfare la quale non si fa il minimo problema ad uccidere. In realtà, ha l’ammazzamento facile, Sil, anche quando l’immediato obiettivo non sia scopare. Appena a bordo del treno, aveva preso un barbone che cercava di avvicinarla e lo aveva scagliato contro un muro, squadernandone il corpo come fosse un gioppino. Dettaglio saliente è poi che l’atto copulativo libera la vera natura della bella che si fa bestia, ossia una creatura dall’aspetto metallico che Giger ha disegnato e Steve Johnson ha tradotto in atto. Nel mio cuore in sintesi resteràò sempre una pellicola da riguardare nelle calde seconde serate estive.



Commenti

  1. Con una bionda così, questo film è proprio il tuo ;-) Cheers

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    1. Si,si! Senza dubbio Cassidy amore nella prima visione!

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  2. Wow che BonBon, conosco soprattutto di fama, ma prima o poi..

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