Triangle (2009) La fatica di Sisifo (formato slasher). Fin che la barca va, lasciala amazzare


Christopher Smith (tipetto da cinema di genere tipicamente british) scrive e dirige un film che, seppur non innovativo nel soggetto, stuzzica la visione e la curiosità nello sviluppo narrativo con la commistione di generi messa in atto. Di film che si basano su loop temporali ne abbiamo sempre visti, la mitica fatica di Sisifo (qui ampiamente citata nel film), in molte variabili di cui la più conosciuta resta la variante da commedia sentimentale con lo splendido "Ricomincio da capo" di Harold Ramis.




Il film è basato in parte sulla storia di Sisifo, la figura mitologica greca maledetta che spinge ripetutamente un masso su per una collina senza mai riuscirci. Smith è stato ispirato anche da Dead of Night (1945) e Memento (2000). Voleva realizzare un film circolare che esplorasse il déjà vu, evitando di riutilizzare elementi di Jacob's Ladder (1990). Il film è stato girato su set e in location nel Queensland, in Australia. Smith ha insistito per avere un set costruito che raffigurasse l'esterno di una nave da crociera, per ridurre al minimo le riprese davanti a schermi verdi. Per montare la sequenza in cui la telecamera attraversa lo specchio "seguendo" l'attrice, Smith ha ammesso di essersi ispirato a una delle inquadrature finali di The Woman in the Window di Fritz Lang.



Questo "Triangle" (nome della barca sulla quale i personaggi prendono il largo) gioca sulle variabili dello slasher unite a quelle della nave fantasma, unendo un loop narrativo che si cementifica nella voglia di una madre di rivedere il figlio a tutti i costi. La vena thriller è molto più tratteggiata che quella horror, in cui il tocco soprannaturale del ripetersi degli avvenimenti amplifica anche la variabile psicologica della protagonista che subisce tutto questo. Probabilmente il fatto di aver affidato il ruolo principale ad una mia prediletta (e musa di David Lynch) come Melissa George, che in quel periodo andava parecchio come scream queen, ha amplificato la mia attenzione oltre la soglia base ma questo non ne toglie la bravura oggettiva nel portare diverse sfumature d'intepretazione di un unico e solo personaggio (bellezza e talento sin dai tempi di Dark City di Proyas, film con il quale debuttava nel mondo del cinema di genere). Non male le prove degli attori Michael Dorman e Liam Hemsworth come supporto. Le composizioni di Christian Henson (fido assistente di Harry Gregson-Williams) si fanno sentire e aggiungo sfumature in più al girato.




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