sabato 24 luglio 2021

Ginger Snaps (2000) La licantropia come metafora della pubertà


E ora facciamo un salto di dieci anni, inoltriamoci in quei fantastici anni d'inizio nuovo millenio, lì dove i generi si sono approcciati in nuove succulente variazioni sul tema. Variazioni perchè quando sono sbarcati i 2000 tutto il cinema mondiale ha subito una fase di transizione (che sono le migliori) nel quale le idee di fine anni 90 hanno avuto il culmine della loro gestazione sfociando poi in quelli che sono diventati veri e propri (talvolta immeritati) successi. Questa volta ci troviamo nel fertile territorio canadese che tanto ha regalato ai generi, il tema è uno molto caro alla mia persona ovvero la licantropia.Potrei farvi una lista delle mie visioni consigliate dedicate ai lupi mannari, ma questo a tempo debito, quello che voglio presentarvi oggi è una piccolo imperfetta perla ferina che porta il nome di Ginger Snaps. Lo sceneggiatore/regista John Fawcett ha dichiarò al tempo: "Sapevo di voler fare un film sulla metamorfosi e un film horror. Sapevo anche che volevo lavorare con le ragazze".Nel gennaio 1995, disquisì con la sceneggiatrice Karen Walton, che inizialmente era riluttante a scrivere la sceneggiatura a causa della reputazione del genere horror per i personaggi deboli, la scarsa narrazione e una rappresentazione negativa delle donne. Tuttavia, Fawcett convinse Walton che questo film avrebbe reinterpretato il genere. I due hanno ebbero problemi a finanziare il film. Contattarono il produttore Steve Hoban, con il quale avevano lavorato prima, e lui ha accettò di produrre il film. Hoban chiamò Ken Chubb per modificare e perfezionare la storia, e dopo due anni erano pronti a cercare finanziatori.



Il casting si è svolse a Los Angeles, New York, Toronto, Montreal e Vancouver. Perkins e Isabelle (ve la ricorderete tutti per Freddy vs. Jason) fecero l'audizione lo stesso giorno presso la loro agenzia a Vancouver, leggendosi l'un l'altra fuori dalla telecamera. Quando sono arrivate le loro audizioni registrate, la sceneggiatrice Karen Walton disse che erano esattamente come aveva immaginato i personaggi. Per coincidenza, entrambe le attrici sono nate nello stesso ospedale, hanno frequentato le stesse scuole materne, elementari e private e sono nella stessa agenzia. Perkins aveva ventidue anni all'epoca e Isabelle quattro anni più giovane, ma Perkins fu scelta come sorella minore. Mimi Rogers ha prontamente accettato di interpretare la madre, Pamela, dicendo che le piaceva l'umorismo nero e il sollievo comico nel ruolo. Solo adesso ho scoperto che sono stati realizzati altri due film su questa saga; uno che racconta il proseguimento delle vicende del primo e l'altro una sorta di "spin-off" ambientato nel 1800 che rinarra la storia dall'inizio e in salsa diversa. Tra i 3 film targati "Licantropia", "Ginger Snaps" è il primo e sicuramente il migliore. Chissà perché in italiano il titolo è stato tradotto con "Licantropia "Evolution: ritorno al presente". Forse da noi è uscito prima "Licantropia – The Beginning", che è ambientato nel passato ma che come film in realtà è successivo al primo. Perciò da noi, pare, abbiano gestito il film originale come se fosse una proiezione dello spin-off (ambientato nel passato) portato ai giorni nostri, quando invece è avvenuto esattamente il contrario. Ginger Snaps è un film sui lupi mannari di facciata. I temi trattati sono più che attuali: il mondo circostante, soprattutto la scuola, è vissuto come un ambiente antagonista, zeppo di gente scema e priva di valori che punta solo a sballarsi. Un ambiente talmente ipocrita e nichilista da legittimare la licantropia, unico mezzo per combattere lo schifo ed il vuoto in cui le due "sisters" si muovono come streghe disadattate.


La trama si evolve in modo equilibrato, il rapporto tra le due sorelle è studiato molto bene, cosi come le interazioni con gli altri personaggi. La figura del licantropo esce dai soliti cannovacci orrorifici, rappresentandolo come una bestia feroce, per metà umanoide, ma vulnerabile e mortale come qualsiasi altro animale selvaggio; quindi niente decapitazioni o proiettili d'argento per abbatterlo; idea che potrebbe far storcere il naso ai nostalgici o a tutti coloro che sono affezzionati al "rispetto delle regole", ma tutto sommato concepita con criterio grazie ad una buona sceneggiatura e regia. Ben elaborata anche la parte della simulazione dei suicidi, il contrasto tra le due sorelle (che però non viene approfondito più di tanto). Si avverte anche una certa tensione e drammaticità. Gli effetti sono curati e nonostante la natura low budget del titolo i trucchi e le trasformazioni sono rese benissimo; peccato solo per qualche sbavatura sul finale dove il trucco di scena risulta talvolta poco incisivo come la creatura, ma questo aspetto penso sia opinabile. Tirando le somme quindi: Ginger Snaps è un film non perfetto che però riesce ad emergere dalla massa grazie ad una realizzazione appassionata, due personaggi\attrici al massimo ed una storia non convenzionale che lascia da parte sesso e sangue facile in favore di sentimenti più profondi e realistici. Belle anche la colonna sonora che comprende tanti gruppi della Roadrunner Records e le introspettive due composizioni originali elaborate da Michael Shields che ben si adattano alla pellicola.



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