giovedì 11 febbraio 2021

The People vs. Larry Flynt (1996) Larry Flynt secondo Oliver Stone & Miloš Forman



Prima o poi sapevo che dovevo arrivare a questo film o per meglio dire a questo regista, come sempre nei premiati anni 90. Il regista ha un nome ed è Miloš Forman. (che purtroppo ci ha lasciati due anni fa), non ha bisogno presentazioni questo gigante cecoslovacco naturalizzato statunitense, per quello che mi riguarda è stato il miglio regista di biografie presente a Hollywood, invece il soggetto (o caso umano) è un certo Larry Flint: il tanto discusso fondatore di Hustler Magazine. Scritto dalla premiata coppia Scott Alexander e Larry Karaszewski (Ed Wood, Man on the moon) e prodotto da Oliver Stone (che avrebbe voluto dirigerlo) e diretto dal grande maestro dei Forman, Larry Flynt risulta grande e graffiante biografia/dramma/film denuncia su uno dei più potenti ed importanti redattori di riviste porno della storia americana e mondiale. Diretto magistralmente, bellissimo da vedere, con una cura minuziosa del particolare. Immaginico/a. Ma ancora più strutturata è la sceneggiatura: zeppa di frasi, di monologhi, di colloqui e inquadrature memorabili, mai fini a sé stesse ma finalizzate ad approfondire gli innumerevoli temi trattati.
Il tratto di Stone si sente sin dall'inizio, lui uno dei registi più controversi e autoritari del panorama hollywoodiano non poteva che produrre un film in cui si parla di Larry Flynt, editore porno, come icona della lotta per la libertà d'espressione negli USA. La libertà di pensiero e di espressione è il cardine centrale infatti del film di Forman, libertà di poterla esprimere liberamente senza restrizioni anche da chi, come Larry Flynt, si autodefinisce feccia dell'America. Se una feccia come lui può essere tutelata, allora possono essere tutelati tutti. Forman attraverso la biografia più o meno romanzata di quest'uomo, ricostruisce oltre un decennio di diritti civili: dall'attivismo degli anni '70 (vedasi anche il caso di Gola profonda), all'oscurantismo degli anni '80 con l'era Reagan. Da questo però vi è da dire che la figura è più trattata rispetto l'uomo, infatti diversi passaggi e drammi della sua vita vengono fatti passare molto velocemente tralasciando una introspezione psicologica come per esempio il tema droga e sedia rotelle.
(ironicamente Larry stesso ha un cammeo come giudice)

Tralasciando questi particolari, si può notare il lavoro fatto per la caratterizzazione del cast, sempre ottimo e al livello della narrazione. Parlando del cast non si pùò che citare un'ottima triade di attori partendo dal protagonista: Harrelson dona veramente una più che degna interpretazione di tale personaggio sia psicologicamente che fisicamente, la sua dolce metà è interpretata da una Love quasi autobiografica in certi tratti ma sempre in parte e mai al di fuori del tema trattato all'interno del film. Ultimo, ma non per bravura, si può trovare un giovanissimo e camaleontico Norton qui nelle vesti dell'avvocato di fiducia di Flynt, il quale viene interpretato magistralmente tanto da ipnotizzare durante i monologhi del suo personaggio. La colonna sonora è un agglomerato di diversi autori passando dalla classica di Wagner fino al contemporaneo stile di composizione di Thomas Newman, la quale s'insinua nella narrazione del film tranquillamente quasi accompagnandolo per tutta la sua durata.



6 commenti:

  1. Visto una volta sola e amato tantissimo, direi che una di questa sere lo rivedrò, questo post era la spinta di cui avevo bisogno ;-) Cheers

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    1. Si sprecano gli aggettivi per Forman, oltretutto quando viene affiancato da uno Stone al pieno delle sue facoltà, il prodotto non può che non lasciare indifferenti. Buona revisione Cassy ^^

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  2. Il vero Larry Flint è venuto a mancare mercoledì, quello del film interpretato da un bravissimo Woody vivrà, insieme alla sua storia, in questo buon film, di un grande regista, non questo il mio preferito ma comunque uno dei suoi migliori ;)

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    1. Difatti scrissi tale recensione appena saputa la notizia. Gran film che riguardo sempre con piacere.

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  3. uno dei miei cult, questo è poco ma sicuro

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