Wag the Dog (1997) Come inventare una guerra per nascondere uno scandalo alla Casa Bianca



Il fittizio al servizio del fittizio, ma anche il cinema al servizio dei giochi di potere. Avete presente la celebre teoria del complotto secondo cui lo sbarco sulla Luna sarebbe stato orchestrato all'interno di uno studio cinematografico? O la rielaborazione satirica e disturbante di una potenziale guerra civile firmata da Joe Dante in Second Civil War? Ebbene, Sesso & potere (Wag the Dog), meticolosamente diretto da Barry Levinson, incarna perfettamente queste due anime.


Visivamente, il film beneficia della magistrale fotografia di Robert Richardson, che conferisce alla pellicola tonalità quasi espressioniste, a tratti vicine al cinema horror, capaci di riflettere l'oscurità morale della vicenda. La narrazione poggia sulla sceneggiatura affilata e cinica di David Mamet (co-firmata con Hilary Henkin), che mette in mostra il suo tipico piglio caustico e dialoghi serratissimi. Robert De Niro e Dustin Hoffman gigioneggiano alla grande, regalando due interpretazioni monumentali e forse troppo poco citate all'interno delle loro straordinarie carriere. Il primo interpreta un algido spin doctor e agente segreto della propaganda al servizio del Presidente; il secondo dà vita a un produttore cinematografico visionario e logorroico – palesemente ispirato alla leggendaria figura di Robert Evans, storico capo della produzione della Paramount Pictures – chiamato disperatamente a salvare il mandato presidenziale a pochi giorni dalle elezioni.



Tra finte guerre create in CGI e finti eroi costruiti a tavolino, il film svela il trionfo della retorica e del pragmatismo amorale, dove l'informazione diventa pura messa in scena e il potere si autoalimenta attraverso la distrazione di massa. Il titolo originale, Wag the Dog ("la coda muove il cane"), deriva da un noto detto proverbiale che indica l'atto di distogliere l'attenzione da un problema principale creandone uno secondario. In questo meccanismo politico e mediatico, il titolo si rivela un perfetto nomen omen.





Oltretutto, la pellicola vanta un cast di comprimari eccezionale, ricco di caratteristi e professionisti memorabili: una giovanissima Kirsten Dunst nei panni di una finta profuga albanese; William H. Macy come impeccabile agente della CIA; un esilarante Woody Harrelson nel ruolo di un militare psicopatico spacciato per eroe di guerra; e ancora Craig T. Nelson, James Belushi e il mitico cantautore Willie Nelson. Menzione speciale per la bravissima e biondissima Anne Heche, la cui performance nei panni della rigida assistente presidenziale si conferma, come sempre, di altissimo livello. Sesso & potere è un'opera corrosiva, una satira spietata sui giochi di potere che oggi merita assolutamente di essere riscoperta, soprattutto per il suo smaccato piglio contemporaneo e la sua spaventosa natura profetica nell'era delle notizie false e della post-verità.

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