Frankenstein (2025) La creatura di Mary Shelley secondo Guillermo del Toro


Non esiste premessa più fulgida che possa adempiere alla descrizione di questo caposaldo del genere horror che la stessa vita della sua autrice, Mary Shelley. Tolta questa cosa, Guillermo nel film mette tutta la sua estetica, il suo romanticismo e di conseguenza quel fare tragico che rispecchia tutta la sua etica cinematografica, tradotto in un linguaggio più consono per semplicità: l'anima dell'autore implementa in questa ennesima (la lista degli adattamenti del soggetto è talmente lunga da perdersi nel tempo) rivisitazione del più classico dei miti di prometeo sia pregi che difetti della sua stessa natura cinematografica.



Se da una parte abbiamo una rappresentazione che vale ogni minuto del girato ci ritroviamo anche un'essenza finale che può non rappresentare il gusto dei puristi (inclusa la CGI in determinate parti). Dal canto mio, la maggior parte delle scene chiave sono riuscitissime e danno le piste a quel barocco austero (simil copia del Dracula di Coppola) che fu l'opera di Kenneth Branagh. Un cast di caratteristi di prima mano: Isaac, Goth, Waltz completano i personaggi necessari ai quali si affiancano un Jacob Elordi credibilissimo nel ruolo della creatura (intesa nella visione di Guillermo) con l'aiuto altre maschere come quelle di Felix Kammerer, David Bradley, Charles Dance, Ralph Ineson & Burn Gorman. Le sfaccettature di del Toro sul tema sono chiare: il rapporto padre e figlio rapportato a quello di creatore e creatura e così via dicendo. Lato tecnico superbo: fotografia di Dan Laustsen e colonna sonora di Alexandre Desplat parlano da sole in merito.



Per il resto, si deve accettare la politica artistica dell'autore dato che se ne rimane irrimediabilmente indispettiti dal suo approccio, ma questo non toglie come il suo gotico fiabesco sia eccezionale e alquanto folgorante nelle implementazioni horror più classiche. Incipit iniziale nei ghiacci da manuale e tutta la vicenda con il vecchio cieco che porta addirittura nel citare Ozymandias di Percy Shelley sono cose che non possono essere messe da parte se si conosce la vita dell'autrice prima del mostro di Frankenstein.

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