domenica 1 agosto 2021

Happy Birthday to Me (1981) Tanti auguri per la vostra morte



Difficile non cogliere nella maggioranza di pellicole prodotte negli anni 80 dei casi esemplari di genere, molti di questi differiscono per originalità da prodotti che sono usciti negli stessi anni, che per tante cause hanno avuto magari più fortuna (nonostante peccassero di certe qualità): un uscita posticipata o anticipata, figure horror diventate icone nel corso degli anni, visti della censura che al tempo era davvero problematica e per elementi narrativi che ne accomunano l'originalità. Compleanno di sangue (questo il titolo italiano) ha risentito del fatto di esser uscito solo un anno dopo il capostipite della saga del buon mattatore Jason Voorhees (nonostante nel primo come tutti sappiamo lui è solo un elemento narrativo e non il carnefice diretto), di conseguenza tutta la fama dello slasher (già sperimentato da Bava anni prima con Reazione a catena e con l'Halloween di Carpenter, senza scordarsi di Non parite quella porta) prese iconicità in quella pellicola per tutta la durata degli anni a seguire (condividendo con Craven e il già citato Myers quella santa sanguinosa trinità) mettendo in ombra un tale e accativante prodotto.Questa ombra oscura ridimensionante però non intacca mai a livello oggettivo i pregi di un film, difatti senza dover fare due più due a questo film si deve la natalità artistica della famosa saga di Scream, partorità dal duo Wes Craven/Kevin Williamson. Esattamente questa pellicola uscita nel 81, che sebbene non sia stata perseguita per oscenità che però fu sequestrata e confiscata nel Regno Unito: ai sensi della Sezione 3 del Obscene Publications Act del 1959, durante il periodo soprannominato "Video nasty", è a tutti gli effetti la madre del famoso Scream degli anni 90.

Non serve un mago per affermare che bene o male Venerdi 13 (tralasciando il terzo film), nonostante la sua importanza, abbia sempre peccato di una regia al limite di quella televisiva (effetti truculenti e trucco a parte) e con cannovacci narrativi a livello di trama che saturavano il prodotto con una sfiancante flemma dilatativa d'intenti poco esaltanti (la trama in primis). Di conseguenza posso dirvi che del film di 
 Sean S. Cunningham (che vi ricordo precede di un anno questa pellicola) ne ho sempre apprezzato pochi spunti, se non il bellissimo finale. Ma questa pellicola in modo da manuale colma le pecche della famosa saga che vi ho citato prima. La trama vien da sé: In un collegio canadese un gruppo di studenti dei due sessi si gode la vita fino al giorno in cui una delle ragazze scompare misteriosamente. È la prima di una serie di sparizioni che la polizia classifica come omicidi. L'indiziata maggiore è una ragazzina reduce da un'arrischiata operazione al cervello. La produzione di Happy Birthday to Me è iniziata ai primi di luglio del 1980. Alla direzione c'era il regista britannico J. Lee Thompson, famoso per il classico Il promontorio della paura (1962). Thompson aveva anche lavorato per Alfred Hitchcock anni prima e desiderava dirigere un thriller di successo perciò si affezionò a Happy Birthday to Me, anche se non sarebbe poi riuscito a ripetere l'explot di Cape Fear. Infatti Jack Blum, che ha interpretato Alfred nel film, aveva affermato che Thompson avesse davvero preso sul serio il film.

L'aver scelto come regista come regista J. Lee Thompson è senza dubbio l'albero motore dell'intera pellicola, dal cineasta de “I cannoni di Navarone” e “Il promontorio della paura" ci troviamo un horror che punta tutto sull’atmosfera e l’attesa malgrado un paio di sequenze decisamente sadiche (lo stesso regista durante le scene efferate era solito gettare letteralmente dei secchi di sangue sulla scena!). Ancor più la colonna sonora di Bo Harwood e Lance Rubin accompagna la colonna sonroa con un incedere Hitchcockiano che da maggior risalto al girato senza mai snaturarlo, citabile senza dubbio la canzone finale interpretata dalla ex-moglie di Stevie Wonder, Syreeta. Nel cast troviamo la bellissima Melissa Sue Anderson che fú una delle protagoniste della serie “La casa nella prateria” che qui fa da classico esempio come i due format non possano poi portare la fortuna degli interpreti e il mitico Glen Ford (tutt'altro che elettrizzato nel recitare in un film slasher. Ford aveva infatti un atteggiamento sgradevole sul set.). La fine del film è stata cambiata per nascondere il fatto che la sceneggiatura sarebbe stata riscritta in un momento così tardivo della produzione. John Saxton, un professore di inglese dell'Università di Toronto, sviluppò la storia. L'idea della lesione cerebrale di Virginia venne a Dunning mentre leggeva un articolo sugli esperimenti di Galvani in merito alle contrazioni nervose nelle rane, così pensò che questo potesse costituire la base per il mistero di omicidi nella cerchia di una ragazza che soffre di flashback e blackout, ma che non è sicura del suo ruolo nel caos che la circonda. Il sito web di genere specializzato Retro Slashers ha una copia della sceneggiatura che rivendica essere una terza bozza dell'aprile 1980, dove la differenza principale rispetto alla storia finale è che Virginia sia in realtà l'assassino, posseduto dallo spirito della madre defunta. Sebbene questo finale abbia più senso logico del finale che è stato filmato, i realizzatori hanno pensato che ciò che era stato originariamente sceneggiato non fosse abbastanza sensazionale. Tuttavia, la maggior parte del film punta a questo finale originale, che indica che il passaggio fosse comunque entrato in produzione. Questa versione della sceneggiatura presenta anche un buon numero di scene che non sono mai state girate o riscritte, tra cui alcune che mostrano più chiaramente l'amore di Alfred per Virginia e il difficile rapporto di Virginia con suo padre. La sceneggiatura è stata completamente rielaborata dal team di sceneggiatori Timothy Bond e Peter Jobin prima dell'inizio della produzione.



5 commenti:

  1. Bello leggerne qui, uno slasher a tema festoso che segue la moda inaugurata da "Halloween" ma non lo scimmiotta, a suo modo un piccolo classico ;-) Cheers

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    1. Senza dubbio è la mamma di Scream, Cinzia ha preso determinati aspetti dalla protagonista e il fatto della mamma. Lo hai già chiuso in un bara quindi? Andrò a leggerne allora.

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  2. Noto una certa "affinità" con Auguri per la tua morte, chissà perché :D

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    1. Sono nel sottotilo che gli ho messo io. Non ho ancora visto quel film, merita?

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