La isla mínima (2014) Detective verdadero
Per uno di quei felici cortocircuiti che solo il cinema sa regalare, il regista spagnolo Alberto Rodríguez scrive (insieme a Rafael Cobos) e dirige un perfetto contraltare iberico alla monumentale prima stagione di True Detective di Nic Pizzolatto. I punti di contatto con il capolavoro della HBO sono immediati e lampanti: l'ambientazione nel profondo Sud, la caccia spietata a un serial killer di giovani donne e, in primis, la classica ma sempre efficace dinamica della strana coppia di detective.
Tuttavia, ciò che realmente differenzia questo eccezionale prodotto europeo rispetto al modello americano è il potentissimo contesto socio-politico in cui la vicenda affonda le radici: la delicata e tesa Transizione spagnola dei primi anni '80, sospesa tra le ombre del regime franchista e i primi, faticosi respiri della democrazia. Il duo di protagonisti, interpretato magistralmente da Raúl Arévalo e Javier Gutiérrez Álvarez, funziona alla grande. I due poliziotti si rivelano quasi come due versioni intercambiabili di Rust Cohle e Marty Hart, incarnando le due facce della stessa medaglia di un'epoca storica spaccata a metà tra un passato violento e un futuro incerto. Al loro fianco, Ana Tomeno buca lo schermo, risultando una nota di biondismo iberico tanto magnetica quanto micidiale nell'economia del racconto.
La mente non può che volare anche al cinema di Bong Joon-ho, in particolare a quel capolavoro di Memorie di un assassino. L'ambientazione rurale e periferica degli omicidi rispetta infatti uno schema narrativo tipico del genere, in cui i detective di città si trovano progressivamente intrappolati negli intrallazzi morbosi, nel silenzio omertoso e nella miseria morale del paesello agricolo. La isla mínima si conferma così una produzione di altissimo livello, forte di una regia geometrica e di una fotografia aerea ipnotica. Il film si chiude con un finale aperto ma non poi così celato, dove il peggio della natura umana viene spietatamente messo in mostra, il tutto immerso in una sorta di misticismo intrinseco e ancestrale, tipico delle località paludose, delle terre di confine e del loro oscuro folklore.








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