giovedì 8 novembre 2018

Free Fire (2017) In nome di Ben Wheatley! Fuoco a volontà!

Free Fire (letteralmente fuoco a volontà) è il sesto lungometraggio del regista inglese Ben Wheatley, nato a Billericay nella contea di Essex, un cineasta molto promettente scoperto (da me) con l'ambizioso High-Rise trasposizione dell'omonimo romanzo di Ballard. Free Fire è stato presentato in anteprima mondiale l'8 settembre 2016 al Toronto International Film Festival, inoltre è stato il film di chiusura sia della 60ª edizione del London Film Festival che del 34° Torino Film Festival per poi essere distribuito nei cinema inglesi  il 31 marzo 2017 da StudioCanal ed in Italia il 7 dicembre 2017 da Movies Inspired. La pre-produzione del film è nata del 2014 annunciando come cast: Olivia Wilde (che ha abbandonato il progetto per via di altri impegni presi, venendo sostituita da Brie Larson), Luke Evans (sostituito poi da Sharlto Copley) , Armie Hammer, Cillian Murphy e Michael Smiley. Ben Wheatley fu subito messo alla regia essendo artefice della sceneggiatura (assieme a Amy Jump); Wheatley e Andy Starke hanno prodotto il film tramite la loro Rock Films e alla Film4 Productions senza scordare la presenza tra i produttori anche di un certo Martin Scorsese. La trama è semplice: Boston, 1978. Due gruppi di trafficanti d'armi si incontrano in un magazzino isolato per uno scambio, ma qualcosa non va per il verso giusto ed ha inizio una spietata sparatoria.

Le basi di partenza sono molto ordinarie (un canone molto sfruttato nella storia recente della settima arte) a differenza però della certosina precisione manierista della messa in scena dove la sparatoria viene attuata con grande piglio visivo e realtà (difatti l'ambientazione negli anni 70 è un trucco per evitare trappole di logica narrativa che sorgono con la nostra odierna tecnologia). I rimandi sono tanti (sia diretti che indiretti): il film superficialmente parlando può sembrare una versione di Reservoir Dogs con al posto dei dialoghi (e flashback) le pallottole e la dinamica di come si svolge l'azione rimanda ai ben noti Sam Peckinpah e John Woo. La cosa che più stupisce durante la visione risulta essere la precisione balistica nella direzione attraverso la mdp, che non perde la visione d'insieme (che potrebbe risultare confusionaria se non fosse per la cura maniacale del regista) venendo supportata da un ottimo montaggio (ad opera sia di Wheatley e di Amy Jump stessi) senza parlare poi dell'ispirata colonna sonora di Geoff Barrow e Ben Salisbury (che vanta anche pezzi di John Denver) che ben si adatta alla fotografia di Laurie Rose ed alla scenografia di Paki Smith. Ripensandoci forse ancor più di Tarantino, è Guy Ritchie il principale riferimento a cui supercialmente si può accistare la pellicola, tanto per citare il più famoso tra i britannici folgorati sulla via del "pulp", vista l'attenzione allo stereotipo del gangster dall'accento curioso e dalla gag scurrile sempre pronta (qui è il personaggio di Copley ad incarnare entrambi i cliché).


In conclusione in 90 minuti ci si gode un film tecnicamente ineccepibile e dal bellissimo piglio narrativo in cui i personaggi non stonano mai nel contesto grazie anche ad una prova del cast veramente divertente: Cillian, la bella professionista Brie, il pazzo Copley, il fascinoso Hammer, l'esuberante Reynor, il drogatissino Riley e tutti gli altri sono parte di un bellissimo mosaico fatto di piombo che viene sparato da canne fumanti e battute sparate anch'esse da bocche sopra le righe.

4 commenti:

  1. Ciao!
    Questo film c'è chi lo consiglia, chi l'ha demolito, e io resto in dubbio.
    Diciamo che mi hai dato la spinta al recupero, avevo bisogno di leggere un parere positivo in più anche se la sola presenza di Cillian doveva convincermi ;)

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    1. Ciao Lisa Lisa! Grazie per il passaggio! Guarda ti consiglierei anche la recensione su Bara Volante di Cassidy che sa essere molto più vivace e didascalico di me, se ti interessa sapere ancora qualcosa in più 😉 per me è un film godibile ma dannatamente interessante sul lato tecnico con cui è stato realizzato.

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  2. Ce l'ho in lista, ma non so quando ci riuscirò, spero mi piaccia ;)

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