Dracula: A Love Tale (2025) L'amore è la vita, il Dracula di Luc Besson


Nonostante possa sembrare che i suoi difetti congeniti siano relativi alla decisamente alta derivatività dal Dracula di Coppola (a tutto campo, visivamente/artisticamente parlando, nonostante il tocco personale) in realtà Besson ci mette molto del suo nelle trovate originali (le più riuscite secondo me) che introduce in questo nuovo (ennesimo ci mancherebbe) adattamento cinematografico del vampiro di Stoker. Un adattamento libero nell'interpretazione, che sposta l'azione del romanzo di Bram Stoker dall'Inghilterra vittoriana alla Francia della Belle Époque e si concentra sul romanticismo evocato dal tema della reincarnazione: - Quando si legge [Dracula], per me, la parte più interessante è quest'uomo che aspetterà secoli e secoli per rivedere sua moglie. [...] È la storia d'amore definitiva -



La rivisitazione di Luc Besson del Dracula di Bram Stoker è una creazione della natura che va oltre ogni spiegazione o comprensione scientifica come sempre. Una creatura delle tenebre, gettata nell'ombra, abbandonata dalla sua fede, a causa del dolore per la perdita dell'unica persona che continua a cercare (400 anni per l'esattezza), che è anche l'amore stesso. Una storia che continua ad assumere nuove forme, ma che, pur rimanendo la stessa tragedia, è quasi sempre un nuovo destino che si compie. Un racconto immortale d'amore reincarnato attraverso una nuova visione che aggiunge come valore tecnico: la riuscitissima colonna sonora di Danny Elfman (bello il leit-motiv del carillon), la fotografia di Colin Wandersman, il montaggio di Lucas "Kub" Fabiani, i costumi di Corinne Bruand e il production design di Hugues Tissandier



Come per del Toro (ritroviamo pure Waltz nei panni di un interessantissimo Van Helsing, anche se non viene detto il suo nomr) ma in una forma migliore, qui siamo molto più nel campo del fiabesco romantico a tinte nere (visivamente anche meno artificioso), anche se quando si vuole fare sangue (in tutti i sensi) il meccanismo scatta. Buon cast, variegato che non viene mai meno al compito archetipico che i personaggi debbono rispettare (con qualche variazione interessante): Caleb Landry Jones perfetto nei panni del Conte, Zoë Bleu una splendida Mina & l'italianissima Matilda De Angelis come draculina, oltre al già citato Waltz. Besson in definitiva unisce il suo cinema (sfido nel non trovarvi reminiscenze) con Dracula e il risultato è indubbiamente di qualità, nonostante certe fin troppo plateali reminiscenze del film di Coppola che possono far storcere il naso.




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