domenica 18 ottobre 2020

The General's Daughter (1999) Il dolore straziante di una figlia

 

Tra tutta la caterba di film che debbo recensire dopo che mi sono passati in visione (un numero esagerato!) volevo citare questo piccolo gioiellino di stampo americano che insieme a Codice d'onore (A Few Good Men) e Basic fa parte di un mio personalissimo trittico anni 90, dedicato alla marcezza delle camicie/berretti verdi in territorio americano. Bando alle ciance quindi, il film ha la sua genesi dal libro omonimo scritto da Nelson DeMille nel 1992. Otto anni dopo la pubblicazione del libro il produttore Mace Neufeld prese in mano il progetto e stanziando la bellezza di 95 milioni di dollari come budget diede vita al film. Alla regia fu chiamato Simon West (reduce dal successo di Con Air), alla sceneggiatura invece presero parte Christopher Bertolini e William Goldman che fu chiamato in seconda per ritoccare il soggetto. Inizialmente il ruolo del protagonista doveva essere affidato a Michael Douglas solo che alla fine venne scelto John travolta, successivamente furono ingaggiati: Madeleine Stowe, James Cromwell, Timothy Hutton, Clarence Williams III, James Woods e la bellissima (e biondissima) Leslie Stefanson ed anche un cammeo del regista John Frankenheimer. Il film risultò un successo guadagnando ben 150 milioni di dollari in tutto il mondo.


La trama è la seguente: Paul Brenner (John Travolta) è un militare che sta lavorando sotto copertura per sventare un traffico d’armi portato avanti da alcuni militari corrotti, durante le indagini incontra l’affascinante e misteriosa Elizabeth Campbell, anche lei militare, tra i due sembra esserci del feeling, ma non vi è il tempo di accertarlo perche la donna viene trovata morta, il suo corpo è legato e mostra segni evidenti di violenza. Brenner verrà coinvolto nelle indagini, indagini decisamente scomode, visto che la vittima era la figlia del generale Joe Campbell (James Cromwell) pronto a lasciare l’esercito per dedicarsi alla politica, questo omicidio capita in un momento molto delicato per l’esercito e per lo stesso Campbell che chiede assoluta discrezione e celerità nel risolvere il caso. Le indagini porteranno alla scoperta di sorprendenti altarini e torbide relazioni e l’investigazione comincerà a sconfinare nei piani alti, il detective verrà messo in guardia e avvertito che la sua troppa curiosità potrebbe avere delle spiacevoli conseguenze, ma Brenner non è intenzionato a mollare.


La figlia del generale è un accattivante thriller, ottimamente confezionato con una classe e tecnica notevoli, senza contare che la fotografia di Peter Menzies Jr. e West alla regia fanno da padroni per tutto il minutaggio. Simon West è un più che valevole cineasta che proviene dal mondo delle pubblicità e usciva, al tempo,  dal radioso successo della sua opera prima (Con Air), successivamente negli anni si manterrà sempre attivo: Chiamata da uno sconosciuto ed il primo capitolo di Tomb Raider giusto per citare altri suoi lavori. La cosa interessante del film è che costringe West, stavolta, ad affrontare con efficacia i territori del thriller investigativo rinunciando alla spettacolarità che gli è più congeniale, ma non però all’eleganza della sua impronta visiva tipica del suo modus operandi, adoperandola al meglio in un ottimo intreccio perfettamente calibrato dalla sceneggiatura a quattro mani di Bertolini e del veterano Goldman. Parlando del cast troviamo, in primis, un efficace e più che mai motivato ed irriverente (il suo accento suddista è già tutto un programma in originale) John Travolta, che coadiuvato da un cast di supporto veramente notevole regala scene che non cadono mai nel ridondate e senza abbassare il ritmo narrativo. Al suo fianco troviamo un veterano attorone  come James Woods che regala un paio di scambi da manuale a livello verbale con il protagonista, Madeline Stowe come sempre resta sul pezzo e non molla il personaggio quale grande attrice che è, James Cromwell è un caratterista dall'indubbia qualità intepretativa ed anche questa volta conferma la regola, la bellissima Leslie Stefanson offre un personaggio meraviglioso/straziante/dolce nella sua doppia natura e Clarence Williams III assieme Timothy Hutton mostrano tutta la marzialità di quello che significa essere un soldato degli USA.


La figlia del generale quindi riesce a coinvolgere sia visivamente che a livello di sceneggiatura grazie alle bellissime interazioni tra i personaggi che non sono mai scontate, che ben esalta un talento come West regalandogli un intrigante e torbido intreccio narrativo, certo non privo di difetti, ma che non mancherà di appassionare un target di pubblico molto variegato anche per i temi del femminismo trattati che risultano sempre attuali. Da segnalare anche l’intrigante colonna sonora affidata al compositore Carter Burwell: Mozart, Carl Orff ed un paio di rivisitazioni di pezzi folkloristici/blues storici del blues afroamericano risultano quelle intuizioni che solo un compositore e realizzatore di qualità può implementare nel girato con saggia decisione.



2 commenti:

  1. Bello e troppo poco citato, ci voleva questa tua ottima analisi. Cheers!

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    1. Si quando trovo del tempo utile adoro rivedermelo, sa intrattenere come si deve e questa è una grande capacità del film.

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