Klute (1971) Una squillo per l'ispettore Klute, di Alan J. Pakula
Torbido e intimista, questi sono i due aggettivi che mi vengono in mente per descrivere questo thriller investigativo di Alan J. Pakula (un nome e uno stile ovviamente). Oltretutto è il primo capitolo di quella che è informalmente conosciuta come la "trilogia della paranoia" di Pakula, seguita da The Parallax View (1974) e All the President's Men (1976), tutti film che trattano temi di paranoia, cospirazioni e sorveglianza.
Alan gira certe scene con un fare da giallo italiano (merito della colonna sonora di Michael Small), ma altre sono pura tecnica di messa in scena attraverso la fotografia di Gordon Willis, indubbia la commistione di generi ma l'apporto del cast recitativo rende al meglio ogni scena. Giusto per citare un certo Roy Scheider nel ruolo del pappone riuscitissimo. Romanticismo, omicidio e una squillo di città che s'innamora di un detective di provincia sono catalizzatori per una storia malsana nella New York degradata che viene mostrata allo spettatore (Schrader forse ha fatto lo stesso, ma non con tale eleganza).
Penso che l'apporto di due interpreti d'alto livello come Donald Sutherland & Jane Fonda (che donna del cinema ragazzi) elevano il film nel migliore dei modi: il primo nei panni di un detective molto provinciale ma elegante e la seconda in ruolo che ne sfoggia la bellezza scenica quanto quella intimista d'attrice di talento. Non vi è nulla di sfacciato nella violenza, nel sesso, nelle depravazioni e neanche nell'omicidio è tutto un non vedo, non sento e non parlo ma fatto con estrema classe. Non mi stupisce che poi il risultato finale di questo inizio sia stato Tutti gli uomini del presidente.









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