Bugonia (2025) SSA & Alieni, la carcassa umana non generatrice di vita


Tanto per cominciare: Bugonia (βουγονία) si riferisce a un'antica credenza greco antica secondo cui le api si generavano spontaneamente dalla carcassa di un toro o di una mucca sacrificati (citata da Virgilio nelle Georgiche). Simboleggia la morte e il rinnovamento. Il termine ha anche un significato più generale, legato all'idea di vita che nasce dalla decomposizione.



Lanthimos (qui al suo gran finale prima di una pausa dai lavori) coinvolge sempre e in qualche modo, immergendoti nel suo immaginario assurdo e surreale (stavolta si vede quello che può fare un greco su un soggetto sud coreano). Per ora non tengo conto della versione originale, ma posso dire che il risultato finale lascia indubbiamente il segno e colpisce per pessimismo (quello più darl di tutta la quadrilogia, anche di più di TKOAS).


Una satira corrosiva: sulle convinzioni, cospirazioni e teorie dell’essere umano dall'antichità fino ad oggi (transizioni biotiche, evoluzionismo, Atlantide etc.) ma quello che risulta paradossale e illogico, in realtà viene smentit o meglio confermato con il procedere della trama nel modo più nichilista, violento e misognino possibile (in questo Haneke & Kubrick sono sempre presenti).


Ma resta il fatto di chiedersi quale sia in fondo la verità che viviamo, Il film è attuale, uno specchio del mondo contemporaneo, mostrato con un’ironia tagliente e uno stile impeccabile visivamente parlando (Robbie Ryan alla fotografia, Jennifer Johnson ai costumi e Giōrgos Mauropsaridīs alla fotografia si sentono come sempre) e con una fanfara di colonna sonora di Jerskin Fendrix al bacio. Un commistione di generi in primis: thriller, commedia nera grottesca, sci-fi che riesce a focalizzare l’attenzione e soprattutto a far riflettere allo stesso tempo.



Il nostro futuro è a rischio e i responsabili siamo solo noi, non gli alieni. Gran note di merito a Emma Stone (Musa del cinema e non solo di Yorgos, nonostante la quadriglia di lavori) e un Jesse Plemons più malato che mai, probabilmente questo film è la cernita finale di questo periodo di sue produzioni in cui ha voluto fare un confronto tra gli attori più talentuosi che ha diretto. Stone vs Plemons è tutto da vedere, godere e tifare nella varie sfumature che si vogliono preferire dei personaggi.



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