mercoledì 17 gennaio 2018

Arte: The Dreamers - I sognatori di Bernardo Bertolucci del 2003

Madonna (1984-1985) di Edvard Munch
Ancora una volta sacro e profano si intrecciano nelle opere di Munch. Una donna nuda, raffigurata fino alla cintola, si impone allo sguardo dell'osservatore. Le braccia sono piegate dietro il corpo, con l'effetto di spingerlo ulteriormente verso il primo piano, i capelli neri sono sparsi sulle spalle e il volto reclinato all'indietro è colto nel momento dell'estasi. La testa della donna è incorniciata da un'aureola profana, il cui colore rosso si carica di riferimenti simbolici (la passione amorosa e il sangue). L'intera scena, se si esclude il rosa del corpo, è giocata sulla bicromia del rosso e del nero che rimanda al binomio amore e morte. L'opera sprigiona una forte risonanza sensuale, acuita dalla serie di contorni ondeggianti, che formano una sorta di bozzolo intorno alla protagonista. Munch sembra intuire con quindici anni di anticipo l'idea futurista delle linee-forza ovvero il riscontro psicologico tra un dato andamento e una sensazione. In pochi tratti e rinunciando a ogni elemento di contorno l'artista realizza un'immagine magnetica, in cui anche l'apparenza non finita della superficie contribuisce a suscitare l'impressione di sensualità. Il pittore realizzò quattro versioni a olio del soggetto oltre a numerose derivazioni grafiche. Queste gli permettevano maggiori libertà espressive che sarebbero state censurate in un dipinto: in alcune litografie inserisce ad esempio una cornice disegnata percorsa da spermatozoi; in un angolo inoltre compare un embrione, che leva occhi impauriti e già dolenti sulla madre; le fattezze dell'embrione ricordano quelle della figura protagonista de L'urlo (1893). L'artista attribuisce quindi ad ogni essere umano un destino di infelicità.





Venere di Milo (130 a.C.) di Alessandro di Antiochia
Afrodite si leva stante col busto nudo fino all'addome e le gambe velate da un fitto panneggio. Il corpo compone una misurata tensione che richiama un tipico chiasmo di derivazione policletea. Il modellato è reso con delicate suggestioni chiaroscurali, col contrasto tra il liscio incarnato nudo e il vibrare della luce nei capelli ondulati e nel panneggio increspato della parte inferiore. Non si conosce precisamente quale episodio mitologico della vita di Venere venga rappresentato: si ritiene possa essere una raffigurazione della Venus Victrix che reca il pomo dorato a Paride: tale interpretazione ben si accorderebbe con il nome dell'isola dove è stata ritrovata (milos, in lingua greca, significa infatti "mela"). Del resto, alcuni frammenti di un avambraccio e di una mano recante una mela sono stati ritrovati vicino alla statua stessa. In generale comunque colpisce l'atteggiamento naturale della dea, ormai lontana dalla compostezza "eroica" delle Veneri classiche dei secoli precedenti.

4 commenti:

  1. Era fuori portata per me cogliere la similitudine tra il quadro di Munch (che appunto non conoscevo) e la bellissima Eva Green. Compimenti per l'ottimo post!

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    1. Grazie...anche a me quello della Madonna di Munch è riuscito a colpirmi quando me ne sono accorto

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  2. Bellissimo. Ma quel film è pieno zeppo di citazioni. C'è anche la mia vignetta preferita di Barbarella e lo scimmione con dentro una donna (scena che sarà citata poi anche in Batman e Robin)

    Moz-

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    1. Uma Thurman che usciva dallo scimmione è rimasta bene o male impressa alla maggior parte dei ragazzi che hanno visto Batman & Robin nei 90...;)

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