lunedì 15 gennaio 2018

The Fly II (1989) Martin(Mc)Fly: Back to the Mutation

Correva l'anno 1989 quando il 10 Febbraio uscì nella sale americane il seguito della Mosca di Cronenberg, la produzione questa volta fu sovvenzionata da Steven-Charles Jaffe (noto produttore, regista e sceneggiatore amico della Bigelow) assieme alla Brooksfilms. Alla regia ritroviamo l'artefice premio Oscar degli effetti speciali del primo film, il noto Chris Wallas, che grazie al suo team elaborò ancora una volta gli effetti speciali di questo nuovo capitolo. Del cast originario ritorna solo John Getz in pianta stabile, Jeff Goldblum si vede solo come comparsa in scene tagliate dal primo film e Saffron Henderson controfigura di Geena Davis nel primo film ne riprende il ruolo. Il nuovo cast invece vede la presenza di Eric Stolz, Daphne Zuniga, Frank C. Turner, Lee Richardson e Garry Chalk. Il film non fu accolto bene dalla critica ma ebbe comuqnue dalla parte il pubblico ed ottenne comunque un buon incasso in madre patria e all'estero. Nella prima sceneggiatura di Tim Lucas il film vedeva l'utilizzo di un paio d'idee direttamente dello stesso Cronenberg: in pratica ritornava il personaggio di Veronica (la Daavis voleva ancora partecipare ma rifiutò poi per il suo poco minutaggio nella stesura definitiva del film) alle prese con le macchinazioni della Bartok company. Seth Brundle era ancora in vivo, visto che la sua coscienza era sopravvissuta all'interno del computer, ma schiavo inizialmente della Bartok Company che vuole utilizzare il suo lavoro per fini commerciali. Succesivamente Brundle riusciva a mettersi in contatto con Veronica ed insieme a lei poneva fine alla mire della Bartok Company, prendendo controllo dei sistemi di sicurezza della stessa (grazie alla sua fusione uomo/macchina), ed infine ritornare ad essere umano tramite l'ausilio di un corpo non contaminato della sua forma originale. L'idea fu scartata, il soggetto venne poi riscritto da Jim e Ken Wheat per poi alla fine venir rimaneggiato definitivamente da Frank Darabont che utilizzò anche idee dalla sceneggiatura di Mick Garris.
Come normalmente accade i genitori si affezionano ai propri figli, neanche il cinema fa eccezione in questo caso visto che il mammo della pellicola originale prende in mano il progetto. Non bisogna dire le diferenze sostanziali che intercorrono tra un regista intellettuale e pignolo quale Cronenberg ed un esperto degli effetti speciali come Wallas, sono lampanti nella forma con cui viene diretto il film, ma vi è da dire che il secondo in quanto regia tecnica non faccia rimpiangere Cronenberg dato che la telecamera si muove ottimamente nello sviluppo narrativo senza tralasciare sfumature e mettendo in mostra gli effetti speciali nel migliore dei modi, con una corretta alchimia con il direttore della fotografia Robin Vidgeon. Il problema in se è che il film deve purtroppo misurarsi con un quasi capolavoro dove la sceneggiatura non era imbrigliata dal solito cannovaccio narrativo del genere, infatti per ammissione dello stesso regista il film è più un monster movie fatto e finito che un dramma romantico e tragico con potenti tinture da body horror rispetto al lavoro di Cronenberg. I temi introdotti dalla sceneggiatura in se non sono male e mostrano degnamente un ipotetico capitolo successivo: Darabont è saggio nel mettere qua e la piccole intuizioni interessanti come la crescita (mutata) di Martin e la denuncia della cavie degli esperimenti nel mondo moderno confezionando una bellissima scena piena d'empatia con il povero cane con cui il protagonista è diventato amico.
Ma se per un paio d'intuizioni interessanti da inizio anni novanta, abbiamo la fiera del già visto quando si parla della riproposizione degli elementi che hanno reso unico il film precedente (non parlo ovviamente degli effetti speciali) dato che la love story, per quanto ben sviluppata, è più una scialba copia dell'originale rivista in chiave positiva meno morbosa e carnale senza parlare poi dei classici cattivi stereotipo iniziando dal capo d'industria disposto a tutto per far soldi fino alla guardia del laboratorio bastarda e antipatica. Bisogna anche aggiungere che la trama perde poi mordente quando ci si trova al di fuori delle ambientazioni chiuse perdendosi in lungaggini che si aiutano l'evoluzione narrativa ma non forniscono niente nella chiave di lettura del film. Facendo un paragone alla mano La Mosca 2 sta a La Mosca come Robocop 2 sta a Robocop, solo che in questo caso Wallas non si ritrova nella stessa situazione di Kershner visto che non deve far i conti con Frank Miller alla sceneggiatura e con un ratinng PG, dato che elementi gore e splatter non sono risparmiati e messi in mostra nel migliore dei modi.Il cast comunque se la cava bene: John Gets ritorna sempre al suo personaggio ambiguo riproponendo la stessa caratterizzazione anche se in un minutaggio più ridotto, Stolz è un convincente protagonista che regge la storia, Daphne "Principessa Vespa" Zuniga nonostante risulti abbastanza limitata nella sceneggiatura supporta benissimo Il personaggio principale regalandoci anche una figura femminile molto riuscita ed infine Lee Richardson e Garry Chalk nonostante la pochezza dei loro ruoli risultano credibili.
Parlando della creatura, nella pellicola precedente lo stesso Seth Brundle si definisce “Brundlefly” dopo aver scoperto la mutazione genetica. Nel sequel invece non viene dato nome al mostro che diventa il figlio, Martin Brundle, e quindi chiamarlo Jr. mi pare piuttosto sensato, ma visto che non voglio fare casino lo chiameremo Martinfly. Chiamarlo Martin McFly invece è tremendamente ironico: a interpretarlo è Eric Stoltz, colui che girò Ritorno al futuro nei panni di Marty McFly per ben 5 settimane prima di essere licenziato e sostituito con Michael J. Fox. Sono convinto che l’abbiano fatto apposta solo per torturare psicologicamente il povero cristo. Martinfly è il frutto di una metamorfosi più drastica e supera i due metri, forse i due e mezzo. Martinfly viene partorito in una pupa che schiudendosi libererà il neonato dalle fattezze umane ma con un’unica particolarità: cresce velocemente e a 5 anni sembra già un diciottenne, non ha bisogno di dormire e ha una memoria fotografica estremamente sviluppata e un’intelligenza fuori dal comune che gli permettono di continuare gli studi del padre e di perfezionare le tecniche di teletrasporto. A 5 anni però i geni mutanti dormienti si risvegliano e iniziano a mutarlo: la pelle diventa spessa e inizia a produrre una seta che lo avvolgerà e si indurirà formando una pupa gigante (qui la scienza non è applicata a dovere: le pupe si sviluppano all'interno della larva e ne escono una volta completato lo sviluppo della corazza – Cronenberg saltò il passaggio da larva a pupa ma mantenne l’uscita dalla pelle). Dalla pupa esce il mostro vero e proprio: una mosca gigante ma longilinea e una testa mostruosa che non ricorda né l’uomo né l’insetto. Ha sei zampe ma cammina sulle due posteriori usando le anteriori come farebbe una persona. Martinfly è anche molto più violento visto che prende un militare e lo scaglia letteralmente sopra un ascensore in movimento, causando sia una testa spappolata che una citazione della mosca originale (la moglie dello scienziato mutato lo aiuta a suicidarsi sotto una pressa meccanica che gli schiaccerà la testa) senza scordarsi poi di quello a cui viene liquefatta la faccia.
Diciamocelo, La mosca di Cronenberg non necessitava assolutamente di un sequel, tanto più se realizzato in un modo così approssimativo e lontano anni luce dalla precedente pellicola in fase di sceneggiatura (nonostante introduca un paio di varianti interessanti). Intendiamoci il film a mio avviso non è affatto pessimo, è solo che non riesce a reggere il confronto con la pellicola precedente che è un quasi capolavoro. E dire che il film di Chris Walas (che proprio grazie al film di Cronenberg si era portato a casa l'Oscar per gli effetti speciali) non è male,almeno dal punto vista tecnico, la sua regia è tutt'altro che pessima e gli effetti speciali com'è lecito aspettarsi sono d'ottima qualità, non delude particolarmente neanche la recitazione che nonostante non sia brillante si rivela superiore alle aspettative. Lascia invece con l'amaro in bocca la trama,non particolarmente appassionante, abbastanza forzata in alcuni passaggi e piena di dialoghi assai mediocri che ridimensiona il film ad un riuscito B-Movie. Alla fine nonostante questi difetti è un film vedibile ed anche toccante in determinati aspetti.

4 commenti:

  1. Il finale con il "cattivo" che diventa mostro a sua volta e viene studiato dai suoi stessi scienziati..l'inquadratura finale sull'occhio mostruoso che guarda una mosca, queste cose le ho trovate geniali!

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  2. Ciao! Innanzitutto grazie per essere passato dalle mie parti, è un piacere aver scoperto un altro interessantissimo blog di cinema... piacere mio! Ti ho messo nella mia blogroll così non mi perderò alcun post: spesso e volentieri (purtroppo) non ho tempo di commentare, mi ti assicuro che comunque leggo tutto :)

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    1. Ti ringrazio in primis per la visita e per secondo ti ringrazio ulteriormente per seguirmi, non dovevi...;) Comunque belle recensioni! Non fare caso se parto dalle più vecchie ma mi piace anche analizzare la genesi degli stili di scrittura su questa piattaforma..buona serata!..;)

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