The Manchurian Candidate (2004) Va' e uccidi secondo Jonathan Demme
Un tempo pensavo che questo film fosse inutile (come tanti rifacimenti), ora lo ritengo più che godibile. È una delle opere interessanti realizzate durante l'amministrazione di George W. Bush. Dimostra un cinismo implacabile nei confronti del governo, dell'esercito, dell'ambizione e della maternità. Risulta inoltre radicalmente profetico nel modo in cui fotografa la nostra percezione del corporativismo, del teatro politico, della malattia mentale e di quella paranoia alimentata dalla rabbia, fomentata ai massimi livelli del potere attraverso la manipolazione mediatica. È straordinario come questa sceneggiatura fatalista si fonda con l'umanesimo dinamico e generazionale di Demme. Volete capire perché registi come Barry Jenkins e Paul Thomas Anderson usino quel primo piano così brutalmente intimo, dritto in camera? Partite da qui (o da qualsiasi altro film di Demme).







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