sabato 21 novembre 2020

Arte nel cinema: The Lighthouse di Robert Eggers

 Opera senza nome di Jean Delville del 1988


Recentemente (per non dire un anno fa) finalmente ho avuto modo di veder la nuova opera del regista di The Witch, del film ne parlerò in seguito sul blog, ma vorrei soffermarmi sulla citazione artistica a Delville. Dopo aver visto quel fotogramma che ho messo in basso, mi è venuta subito in mente quest'opera, molto oscura, difatti il pittore in questione è stato tra le fonte d'ispirazione del film a detta del regista e del co-sceneggiatore Max Eggers.  L'artista Jean Delville (1867-1953) è stato un pittore, scrittore e poeta. Le sue opere e scritti aspirano ad essere spirituali e simboleggiano l'aldilà, per il significato dietro l'invisibile e per l'ideale. La filosofia occulta di Sâr Joséphin Péladan (1858-1918) e il suo Ordine della Rosa-Croce lo hanno fortemente influenzato. Il disegno occupa un posto speciale nell'opera di Delville: arricchito e realizzato con matite grasse, pastelli e guazzo o matite monocolore. La sua tecnica è sempre ben congegnata e molto ricercata; cerca di seguire la tradizione del disegno. Questo termine non si riferisce solo al disegno in senso stretto, ma anche all'idea, il concetto dietro un'opera. L'immagine stessa è probabilmente una rappresentazione della morte dell'eroe greco Orfeo o una prima figurazione di Prometeo, il cui fegato veniva strappato quotidianamente da un'aquila. Delville si è forse ispirato anche al mito degli uccelli stinfali che si nutrono di carne umana. Questo è chiaramente un esempio di una tendenza ricorrente nel lavoro di Delville: integrare le forze irrazionali dei miti per conferire un significato sacro.



Hypnosis di Sascha Schneider del 1908



Sascha Schneider, ha creato vari dipinti e litografie di uomini nudi che hanno contribuito a trasformare il maschio erotizzato in immagine pubblica onnipresente per un breve momento nella storia della Germania. L'opera d'arte di Sascha Schneider è senza tempo! Quando guardo le sue immagini, penso tra me che deve aver ascoltato un po 'di folle Black Metal durante la creazione di alcuni di questi dipinti. La sua mente era collegata a un'altra parte del lato oscuro che molti di noi non conosceranno mai.




Lighthouse Hill di Edward Hopper del 1927



Nonostante il cielo azzurro e il soggetto apparentemente sereno di Hopper, il trattamento delle ombre da parte di Hopper ha reso il dipinto un po' inquietante e inquieto. La facciata in ombra del cottage che si affaccia allo spettatore con le sue finestre nere è piuttosto poco invitante. Inoltre, le ombre strisciano verso lo spettatore attraverso la collina ondeggiante. Sembra che la casa abbia diffuso la sua oscurità attraverso il dipinto verso lo spettatore. La prospettiva si aggiunge al disagio del dipinto; la casa incombe in alto sopra lo spettatore, dominando così la visione. 



Watching the Breakers di Winslow Homer del 1891


Winslow Homer era un paesaggista americano e una figura preminente nell'arte americana. Nacque nel 1836 e morì nel 1910. Homer è meglio conosciuto per i suoi soggetti marini e per lavorare in una varietà di media artistici.



The Lighthouse Keeper by Jakub Różalski aka Mr. Werewolf (2019)


7 commenti:

  1. Film che mi è piaciuto davvero tanto (Eggers per me ne ha indovinati due su due). Un film talmente visionario e pieno di citazioni che subito dopo la visione me le sono andate a cercare anche io. Spettacolo.

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    1. Indubbiamente un gran film per il genere che rappresenta. Ne facessero di più così!

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  2. Lighthouse ancor non lo vedo.
    Sì, senza dubbio alcune di queste citazioni sono palesi, specie quando l'autore dice di essersi ispirato a un certo artista.
    Tranne Hopper (che adoro) gli altri li conosco poco o nulla... ma sono intriganti!

    Moz-

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    1. Concordo, il fatto di averle ricreate è fantastico con la sua visione delfilm, e ce ne sarebbero altre ma per ora ho tralasciato.

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  3. Davvero interessante, non l'ho ancora visto, ma The Witch mi è piaciuto. Queste rappresentazioni si abbinano bene ai suoi film, quell'aspetto ancestrale che si coglie.
    Se posso essere curiosa, la tua vena artistica viene da una passione o dai tuoi studi intrapresi? Complimenti!

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    1. Autodidatta nel tempo, parliamo pur sempre di arte, nonostante non sia la settima. Penso sia normale accostarsi ad un certo punto e dopo anni di visioni. Anzi ti dirò risulta molto naturale l'accostamento. ;)

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    2. Aspetto il prossimo allora, davvero affascinante!

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