Dèmoni 2... L'incubo ritorna (1986) Un condominio indemoniato
Uscito un anno dopo il primo capitolo a distanza di quarant'anni (nel 1986), e visto da me tre volte (compresa questa) tra infanzia, adolescenza e ora età adulta, posso dire che questo sequel è fedele alla linea ma possiede dinamiche tutte sue che lo rendono particolare.
Il primo appunto da fare è che in Italia non faremo più film così; bisogna mettersi il cuore in pace, perché l'anno di produzione e la mentalità (nonché i produttori nostrani) dietro a queste idee non esistono più. È un horror americano in salsa italiana su tutti i fronti che, con le dovute modifiche, ne incarna sia i difetti che i pregi. Se il primo film di Lamberto Bava basava tutto sull'assedio dentro un cinema, qui ci si sposta in un condominio (con ovvi riferimenti prima a Ballard e poi a Cronenberg). Se da un certo punto di vista si tratta di una ritrattazione (per chi la sa cogliere), è anche un'ulteriore sfumatura all'interno del trittico. Il film nel film, il contagio tramite il mezzo televisivo e i variegati personaggi che abitano il condominio fanno tutti da filo conduttore per l'ambientazione. È ovvio che la natura della pellicola non permetta di approfondire nessuno di loro, ma li rende complici del massacro demoniaco in modo molto variegato. La violenza totale si attenua e vi è un accenno ai mostriciattoli di Joe Dante, ma lo stato d'assedio dell'edificio è congeniale alla tensione; anzi, forse è il vero personaggio principale della storia. I demoni, con le loro corse frenetiche e gli occhi lampeggianti, fanno la loro bella figura. Personalmente, trovo che la disfatta dei palestrati (e dei sopravvissuti) sia una trovata fantastica e senza tempo. Molti film usciti diversi anni dopo devono parecchie idee a quest'opera di Bava, in particolare il cinema francese con The Horde su tutti, e per questo motivo va ricordato nella giusta maniera.
La coppia che si salva (a differenza del primo film) ha basi solide, seppur mosse solo dal classico istinto di sopravvivenza familiare: splendida Nancy Brilli nei panni della madre incinta, mentre David Knight non inganna nessuno con quegli occhiali: manco fosse Clark Kent, è lui il macho che salva tutti. Coralina Cataldi Tassoni, con il suo "demone zero", è un vero incubo e resta senza dubbio il personaggio che si ricorda di più. Non è male nemmeno il ritorno di Bobby Rhodes, e pure i giovanissimi Asia Argento e Marco Vivio (quest'ultimo sostituito in versione demone dal grande Davide Marotta) fanno il loro dovere. Una menzione d'onore va anche a Virginia Bryant e al suo personaggio di escort biondissima. La colonna sonora di Simon Boswell è bombastica, la fotografia di Gianlorenzo Battaglia allucinata e gli effetti speciali di Sergio Stivaletti sono accattivanti; l'intero comparto tecnico rafforza la pellicola, seppur all'interno di una sceneggiatura più che lineare. Bava aveva ragione: i demoni arrivavano dalla televisione.














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