Caught Stealing (2025) Aronofsky Punk Ipa
Ma cosa mi combini, Darren? Mischiare le tue ossessioni umane dark con una commedia nera crime thriller... probabilmente la complicità dello scrittore Charlie Huston, nel dover adattare il suo stesso libro a sceneggiatura, ha creato questo interessante ibrido. Dietro questo "matrimonio di sangue" c'è un retroscena assurdo: Huston ha mandato una mail a freddo ad Aronofsky nel 2022 con una bozza appena finita, e Darren, folgorato da quella New York di fine anni '90, ha deciso di scendere dalle sue vette mistiche per sporcarsi le mani nel cinema di genere.
Huston ha riversato nel personaggio di Hank (un immenso Austin Butler) i suoi personali demoni legati all'alcolismo e ai suoi trent'anni passati a fare il barista nell'East Village. Non c'è fuffa da eroe d'azione qui, c'è solo un uomo spezzato e fottutamente reale. È come se le peculiarità di Aronofsky abbracciassero nello stesso momento gli stili di Guy Ritchie e dei Fratelli Coen: una combinazione davvero interessante, anzi direi totalmente originale e con un certo carisma. Il gatto Bud e le uccisioni grottesche dei Coen, i gangster variegati in situazioni equivoche e violente presi in prestito da Ritchie, senza contare un occhiolino alla New York criminale di Martin Scorsese. Nel mezzo di tutto questo, vi è la regia ossessiva, claustrofobica e torbida della psiche umana tipica di Aronofsky. Ma vi è anche una sfumatura in più: il casting, variegato e arzigogolato, formato da icone immortali del passato unite ai volti caldi della nuova Hollywood. Tutti scelti a pennello. Vedere affiancati Austin Butler, Zoë Kravitz, una glaciale Regina King, Matt Smith in versione punk con la cresta e giganti del calibro di Vincent D'Onofrio e Liev Schreiber è uno spettacolo per gli occhi. Le caratterizzazioni sono deformi, grottesche e totalmente conformi allo stile.
Un cinema originale, contaminato alla Edgar Wright per intenderci, ma con una firma personale che riconosci lontano un miglio. Darren è un talento: con il tempo sa imprimersi dentro lo spettatore con i giusti tocchi e questa pellicola lo dimostra. Questo film andava visto in sala nove volte su dieci, e ho detto tutto. Fresco, imprevedibile quanto violento e con un gatto come complice. Il team tecnico è un altro elemento da capogiro. La colonna sonora "made in UK" curata da Rob Simonsen è stata registrata direttamente insieme agli Idles: una scarica di adrenalina post-punk che detta il ritmo cardiaco delle sequenze. Aggiungiamoci la fotografia sporca e spietata del fedelissimo Matthew Libatique tanto per gradire, ed ecco servito il miracolo. Caught Stealing è una pellicola da scoprire perché anarchica rispetto alla consuetudine del regista. Se Darren tenta qualcosa di così radicalmente nuovo nella sua filmografia, è sempre un punto in più per il cinema di genere.














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