venerdì 20 ottobre 2017

London (2005) Cocaine Blues


Difficilmente capita di trovarsi di fronte ad un prodotto cosi particolare, che predilige una location unica ed un ampio uso di dialoghi che mettono in mostra le capacità attoriali di attori che in carriera hanno sempre prediletto film molto più superficiali e action. La pellicola indipendente americana diretta e scritta da Brian "Hunter" Richards non si perde in superficialità, attraverso una messa in scena di dialoghi a metà tra pulp e ricerca intimista dell'animo umano, che mette al centro le tante casistiche dell'amore attraverso scelte mai banali o mielose a livello di contenuti.


(Chris e Jessica la coppia che scoppia)

La sinossi è semplice. Syd è distrutto dalla fine della sua relazione durata due anni con la sexy e affascinante London e affoga la sua disperazione nell'uso di droghe e alcool. Una sera, mentre è al bar, per caso viene a sapere che hanno organizzato una festa di addio per London che sta per trasferirsi, festa a cui lui non è stato invitato. Allora si auto invita, trascinando con sé Bateman, uno spacciatore di droga che aveva incontrato al bar. I due uomini, arrivati in anticipo, si chiudono in bagno e qui si imbottiscono di alcool e droga, con la partecipazione a turno anche di due ragazze. I due iniziano a parlare a lungo tra loro: entrambi sono in crisi per gli stessi motivi e si confessano a vicenda.



(Il personaggio più accattivante della storia)

Il cast risulta veramente motivato in cui spiccano nettamente le bellissime prove di Jason Statham e Chris Evans i quali riescono a gestire questa storia che risulta un compromesso tra il classico alla Woody Allen (per niente ci troviamo a Manhattan) con contaminazioni Tarantiniane nella scelta d'esposizione dei contenuti. Il ritmo narrativo non perde mai vigore grazie all'utilizzo di dialoghi serrati ed il montaggio temporale dei flashback che aiutano la comprensione dello sviluppo della storia.


(presenza e recitazione nello stesso momento per Jessica)

Da citare anche una Jessica Biel molto meno bambolina del solito e molto più credibile nel ruolo che riveste all'interno della sceneggiatura. Bella anche la colonna sonora che utilizza come repertorio musica proveniente dal underground musicale sempre adatte al caso ed al montaggio. In conclusione non di certo un capolavoro di stampo intimista dell'animo umano, ma una solida storia che racconta in modo goliardico e drammatico l'insostenibile peso dell'amore tra una bevuta e qualche tiro di cocaina (molta cocaina).

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