mercoledì 25 ottobre 2017

Body Double (1984) Thriller Voyeuristico

Parlare di Brian De Palma (tra i miei preferiti ve lo dico già), è come parlare del virtuosismo fatto cineasta e della continua ricercatezza di contenuti e di rimandi al cinema classico ma sotto la lente d'ingrandimento della settima arte moderna come esposizione ed evoluzione e satira. Body Double (Omicidio a Luci Rosse in Italia) nasce da un fatto molto controverso e da delle critiche subite dallo stesso De Palma per Dressed To Kill dove l'attrice Angie Dickinson fu sostituita (Body Double, la controfigura appunto) per una scena di nudo. La trama è molto semplice: fra i molti attori che lavorano a Los Angeles vi è anche Jake Scully, un simpatico giovanotto che un giorno viene sul set licenziato dal suo ruolo (di vampiro), perché soffre di claustrofobia. Disoccupato ed in attesa di un'altra parte, egli accoglie l'offerta di Sam, un collega, che lo installa nella stupenda casa di un altro attore, in viaggio per il mondo. La casa, che è su di un'altura (nella realtà la Cromosphere, creata dall'architetto John Lautner) si trova in una posizione straordinaria e di lassù, grazie ad un potente telescopio, Scully per di più può ammirare tutte le sere una bellissima donna.

Molti aspetti dei film di Brian sono riconducibili subito dal titolo ad effetto, ma che è anche ambivalente in questo caso Body Double oltre che intendere la figura sta per “corpo doppio”, “un duplice corpo” e, volendo, anche un “corpo sosia". Dualismo metacinematografico anche nel nome del personaggio interpretato dalla bella Melanie Griffith nel film, Holly Body cioè "sacro corpo" ma anche "corpo Hollywwodiano". Il “corpo doppi(at)o” con cui il protagonista viene ingananto, quindi, è il cardine e l’intera architettura del film connessa direttamente con il tema dell’identità, ed in particolare di come essa viene costruita e percepita.



(Da vampiro a guardone ed infine pornostar il passo è breve nella Hollywood di Brian De Palma)


De Palma quindi nella sua opera vi applica temi molto ricorrenti al suo cinema ma anche le continue citazioni al sommo Hitchcock dato che la claustrofobia del protagonista (come Scottie con la acrofobia in La donna che visse due volte) e il suo spiare con lo telescopio la donna (come in Rear Window) sono classici temi del regista britannico. La ripetizione di una determinata grammatica per Brian De Palma significa garanzia di qualità e intrattenimento, ma soprattutto Body Double da la sensazione che l'analisi teorica del regista americano nei confronti del suo maestro britannico non sia ancora finita.


(Un riferimento a Hicthcock preso a caso dalla pellicola)

In definitiva potete trovare un'ottima sceneggiatura (co-scritta assieme a  Robert J. Avrech da De Palma), da puro thriller/giallo malato, per via degli elementi nevrotici e ossessivi onnipresenti, lo stile è nevrotico, il protagonista è un totale nevrotico alla ricerca della soddisfazione dei sensi, non agisce tramite una precisa logica, agisce guidato dalle nevrosi e dalle voglie più nascoste. Interessanti anche gli elementi metacinematografici di critica ad Hollywood.



(La ripetizione dell'immagine, del doppio è cosa comune nella filmografia di De Palma)

Bella l'atmosfera sporca ma anche pulita allo stesso tempo che il film riesce a creare, tipica dei thriller del periodo, una discreta quantità di sangue e una fotografia abbastanza cupa da creare timore (merito di Stephen H. Burum). La suspense ovviamente è presentissima, in moltissime scene, De Palma è un maestro in questo e ci regala sequenza indimenticabili, su tutte il piano sequenza del pedinamento, il bacio sulla spiaggia (con la rotazione a 360 dei soggetti come in Blow Out) ed in particolare la scena dell'omicidio (la preferita di Bateman in American Psycho) volutamente sopra le righe e ben alternata dal montaggio concatenato (merito di Jerry Greenberg e Pill Pankow).


(Metafora visiva molto simbolica del femminicidio)

Ultime cose da citare la bellissima colonna sonora di Pino Donaggio che si fa sempre sentire sia nei momenti delicati che in quelli di tensione. Il cast anche se non di prima qualità (in quanto nomi) offre delle belle prestazioni partendo da un Wasson molto credibile e tormentato passando per una bellissima ed incantevole Deborah Shelton (proveniente dalla serie di Dallas) ed infine senza dimenticarsi di Melanie Griffth (all'inzio il regista voleva per la parte la pornostar Annette Haven) ben a suo agio nei panni (pochi) della pornostar ochetta che offre anche una giusta dose di leggerezza nello sviluppo narrativo. Da citare anche il buon Dennis Franz, attore feticcio del regista che qui interpreta una versione del regista stesso, ed inotre la comparsata speciale dei Frankie Goes to Hollywood che animano una sequenza del film con la loro famosa traccia Relax.

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