We Were Soldiers (2002) Fino all'ultimo uomo


We Were Soldiers è un film sulla guerra del Vietnam scritto e diretto da Randall Wallace, basato sul libro del 1992 "We Were Soldiers Once… and Young", scritto dal tenente generale Harold G. Moore e da Joseph L. Galloway, la narrazione ripercorre gli eventi della battaglia di Ia Drang, svoltasi dal 14 al 18 novembre 1965. Questo scontro è storicamente noto come la prima vera battaglia in grande scala del conflitto, poiché i precedenti erano stati perlopiù piccoli scontri a fuoco tra unità di pattuglia.



Entrambi i protagonisti, Moore e Galloway, compaiono nel film: Moore è il personaggio centrale ed è interpretato dal grande Mel Gibson, mentre Galloway ha un ruolo molto più marginale ed è interpretato dal solido Barry Pepper, ma non scordiamoci del folto cast che aiuta di molto: un gigantesco Sam Elliot, Madeleine Stowe, Keri Russell & Jon Hamm. Poiché la maggior parte dei film incentrati sul Vietnam riflette la mentalità del sistema della New Hollywood con una vena controculturale, è stato spesso evidenziato come We Were Soldiers si distingua per un approccio differente. Le pellicole sul conflitto vietnamita rimaste impresse nella memoria della maggior parte degli americani sono profondamente pervase da sofferenze fisiche e psicologiche, si pensi a Platoon, che offre una prospettiva del combattimento vissuta in prima linea dalle truppe, o Apocalypse Now, incentrato sulla follia disumanizzante della guerra. Sotto questo aspetto, il film appare emblematico: esibisce ufficiali dai lineamenti fieri in lacrime di fronte al massacro e giovani reclute che usano i loro ultimi respiri per declamare formule retoriche come: «Sono felice di morire per la mia patria». Di solito, l'altro titolo che fa eccezione in modo netto è Berretti verdi (1968) con John Wayne, a causa della sua forte impronta propagandistica in un momento in cui la guerra era ancora pienamente in corso; tuttavia, We Were Soldiers dichiara la propria unicità attraverso motivazioni ben chiare. Naturalmente, amando il genere dei film di guerra in generale, riconosco che è un'opera profondamente distante dal movimento della New Hollywood.



Al momento della sua uscita, Salvate il soldato Ryan (1998) aveva già cambiato strutturalmente i film di guerra per come li conoscevamo, fondendo il kolossal ad alto budget con il dramma in un ibrido da cui non si poteva più tornare indietro. Sebbene sia ovvio che Salvate il soldato Ryan sia un film sulla Seconda guerra mondiale e questo riguardi il Vietnam, i due film sono stilisticamente molto simili. In entrambi si nota una forte enfasi sul patriottismo, ma al contempo non si tralascia di mostrare la brutalità e la crudeltà della guerra per tutte le parti coinvolte.




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