Matinee (1993) La magia del fare cinema di Joe Dante
Ci sono un sacco di grandi risate in Matinee e ci sono moltissimi momenti che mi hanno lasciato un grande sorriso sul viso. Se non è poesia Joe Dante che parla di cinema tramite un film che parla di cinema. Unendo la pura passione per la settima arte con un contesto ben preciso (quello della guerra fredda e in particolare la crisi dei missili cubani) Dante ricama tramite la sceneggiatura di Charles S. Haas (su soggetto dello stesso con Jerico Stone) un film che è ben tre cose: storico, horror e commedia seguendo quella che è la sua linea cinematografica, da sempre perpendicolare al più rinomato Spielberg.
Da un certo punto di vista il racconto di formazione fa l'occhiolino ai più riusciti lavori di King, ma la costante relativa ai protagonisti tutti giovani è un eco di Spielberg/Donner e nei loro relativi successi. Aiuta un gran cast: John Goodman formato Hitchcock/Wells/Corman/Castle, gli attori feticci Robert Picardo & Dick Miller, la biondissima Cathy Moriarty a cui si uniscono le belle prove di tutto il cast adolescenziale (senza scordarsi pure apparizioni di professionisti come: il regista John Sayles & una sconosciuta Naomi Watts). È un film che parla di cinema, ma anche di crescita e lo fa nel migliore dei modi tramite un cinema di genere che sempre resta folgorante nella messa in scena.
Una delle tante perle di Joe Dante, non minore di Spielberg ma sempre consono alla tematica che vuole rappresentare e come vuole che riesca sullo schermo. Da scoprire per gli amanti del cinema che è stato e che forse mai più sarà.













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