lunedì 13 novembre 2017

The Driver (1978) Walter Hill l'imprendibile


Correva l'anno 1978, quando il sapiente Walter Hill uscì nei cinema con questo capostipite dei road movie dalle contaminazioni action e noir. Seconda pellicola del regista Hill il quale tornò assieme al produttore Lawrence Gordon l, già assieme in Hard Times, al lavoro su un altro film su suggerimento di quest'ultimo visto il successo della loro precedente collaborazione. Il film venne scritto da Hill durante la lavorazione di Hard Times, intento del regista era quello di realizzare un film puro ma che rientrasse nei canoni Hollywoodiani dell'epoca, successivamente inviò la sceneggiatura al regista Raoul Walsh in cerca d'approvazione del veterano cineasta. Per la scelta del cast Hill voleva in particolare Steve McQueen come protagonista (già protagonista di una sua sceneggiatura in The Getaway di Sam Peckinpah) invece la produzione voleva Charles Bronson (visto Il successo del film precedente), solo che Bronson rifiuto di lavorare ancora per Hill visto che secondo lui in Hard Times il regista aveva messo in ombra la coprotagonista Jill Ireland (moglie al tempo dello stesso Bronson). Alla fine il ruolo del protagonista andò a Ryan O'Neal (al tempo conosciuto solo per parti in commedie e film romantici), dato che l'agente dell'attore chiamò il regista per un incontro con il suo cliente dal quale Hill ebbe modo di confermare il suo ingaggio vista la predisposizione e la professionalità di O'Neal.


Per il ruolo femminile invece furono prese in considerazione inizialmente sia Julie Christie che Charlotte Rampling ma alla fine la parte andò a Isabelle Adjani (al debutto nel cinema americano dopo la grande prova attoriale in The Story of Adele H), Isabelle si disse interessanta al ruolo: primo perché era una grande fan di Hill, secondo perché il film gli ricordava molto Howard Hawks ed il suo personaggio aveva lo stesso rapporto con il protagonista del classica coppia Bogart/Bacall in The Big Sleep. L'ultimo tassello invece del cast principale fu Bruce Dern (all'inizio venne chiamato Robert Mitchum ma che rifiutò l'offerta) che venne scelto da Hill per la sua particolare personalità molto adatta al ruolo che doveva interpretare.


Influirono alla regia lo stile artistico dei quadri di Edward Hopper (difatti lo stile noir del film si sente molto nella bellissima fotografia notturna di Philip H. Lathrop) e l'influenza di un vecchio lavoro svolto dallo stesso Hill quando si trovava come secondo assistente nel film Bullit di Peter Yates. La scelta di girare le fughe in notturna e le scene drammatiche di giorno è stata voluta dallo stesso Hill per enfatizzare il valore della narrazione e la sua ambientazione. Piccola nota sull'inseguimento iniziale, nel quale a causa di un incidente il tecnico si trovò infortunato e quindi (secondo lo stesso Hill) fu una specie di fallimento, visto che la regia ebbe problemi a rendere la scena ancora più spettacolare a causa della scarsa scelta delle riprese attuabili.


Il risultato di questo processo creativo è un buon poliziesco con un Ryan O'Neal ottimo come anti-eroe ma sopratutto pregno dello stile di Walter Hill. Senza scordarsi poi l'atmosfera torbida nella tipica location urbana e metropolitana con fotografia oscura e crepuscolare (molto noir) e ben ritmata dalla colonna sonora di Michael Small. Mai sottotono la sceneggiatura che tiene incollati allo schermo con dialoghi di buon livello e personaggi ben tratteggiati sono presenti violenza e realismo nella giusta dose in questo storia fatta di sotterfugi e tradimenti. Bruce Dern è un antagonista bello tosto e Isabelle Adjani una bellezza da dark lady. I lunghissimi inseguimenti sono eccellenti e carichi di adrenalina, qui il montaggio e la regia di Hill si dimostrano eccezionali vista anche l'epoca di produzione. Ne esce fuori un noir dal grande fascino che è idealmente ponte tra lo stile dei 70 e quello degli 80 nel raccontare la notte e gli intrighi criminali. 


Non bisogna poi scordarsi che il film è stato d'ispirazione per tanti registi: Tarantino lo definisce uno dei film più cool di tutti i tempi ed ebbe pure l'occasione di citarlo in Kill Bill, si aggiunge poi il recente Drive di Refn che ne prende le basi per poi svilupparlo nella sua personale visione e ne omaggia (vedasi la scena dell'inseguimento iniziale che è uguale a quella di Hill) il capostipite. Ultima nota il gioco per play station "Driver" (che all'epoca avevo praticamente consumato) ha per gran parte preso ispirazione da questo film.


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