venerdì 17 novembre 2017

The Omega Man (1971) 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra


Il regista Boris Sagal ebbe modo, nel 1971, di proporre la sua trasposizione/rivisitazione del mitico libro "Io sono leggenda" di Richard Matheson. La produzione di Walter Seltzer unita alla sceneggiatura dei coniugi Joyce e John William Corrington lascia ai posteri un prodotto che nonostante l'invecchiamento lascia uno bello spaccato dell'anno di produzione da cui proviene. Innanzitutto la piaga distopica vampiresca viene sostituita da una più adattabile distopia causata da una guerra biologica globale, scelta di Joyce Corrington che era una dottorata in chimica, oltretutto la pellicola introduce il primo bacio interrazziale della storia del cinema americano visto che il personaggio creato appositamente per la pellicola, interpretato da Rosalind Cash, che fu ispirato dal crescente Black Power in America.


Come ambientazione, le scene girate in notturna offrono ottimamente il senso d'isolamento come del resto quelle girate di giorno (nel fantastico incipit del film in particolare), il film venne girato per le strade del centro degli affari di Los Angeles la domenica mattina, dove il movimento dei pedoni era limitato. Le sequenze realizzate in esterno rendono comunque l'idea che la città sia effettivamente disabitata, anche se i più attenti noteranno incongruenze in lontananza quali auto in movimento, qualche pedone e semafori funzionanti.


La colonna sonora di Ron Grainer è ben adatta alla pellicola e non si perde mai in composizioni troppo estranee al contesto narrativo. Tuttavia la storia si perde al susseguirsi di imboscate ed assalti reciproci, nonostante tutto la pellicola offre qualche spunto narrativo invitando a riflettere sulla contraddizione tra l'uomo sano che ritiene di essere normale e gli infelici suoi antagonisti che nella propria diversità riconoscono la nuova normalità. Un'eco forse involontaria del clima di contestazione del tempo.


Heston reduce dalle scimmie antropomorfe ricalca il suo 'George Taylor' e quindi vale metà della visione della pellicola, che resta gradevole nel suo essere kitsch, con gli psicotici di color albino (che rievocano gli zombie romeriani di qualche anno prima), un po' macchinoso nella narrazione prosaico negli effetti speciali, non invecchiato benissimo purtroppo.


Più fumettistico e decisamente meno horror rispetto al film di Ragona; l'atmosfera post-apocalittica ricreata è anche qui ottima, e Charlton Heston come ultimo uomo rimasto sulla terra non è per niente malvagio (preferisco comunque Vincent Price); però il ritmo è altalenante, l'azione poca, la tensione nulla (quel poco che c'è viene perduta già nel primo quarto d'ora) e le idee non sempre all'altezza. Alla fine, rimane solo una sensazione di film carino misto ad occasione sprecata; forse se i toni fossero stati meno leggeri e la componente horror più accentuata, ne sarebbe venuto fuori qualcosina di meglio. Ciò non implica che il film preso così com'è sia brutto, anzi; solo non coinvolge come dovrebbe e non si ricorda per chissà quali meriti. "L'Ultimo Uomo della Terra" rendeva molto più l'idea. Perciò se doveste ritrovarvi a scegliere tra i due, optate senza timore per il film con Vincent Price.



Il film è stato anche parodiato in uno special di Halloween dei Simpson: la puntata in cui Homer (e colgo l'occasione, RIP Tonino Accolla) dopo un disastro nucleare, rimane l'ultimo superstite della razza umana... e mentre se la spassa per le vie di Springfield, viene a scoprire che un esercito di contaminati incappucciati vuole ricostituire un nuovo ordine e una nuova società... proprio come nel film).

2 commenti:

  1. Un vero peccato, anche perché l'idea della guerra batteriologica non sembra da buttare.

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    1. Infatti era stata una trovata una giusta idea nella trasposizione...solo che poi il tutto si perde...peccato di base era molto promettente..

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