Flatliners (1990) Un buon giorno per morire, Linea mortale di Joel Schumacher
È sempre bello riscoprire i lavori di un regista come Joel Schumacher, troppo spesso bistrattato per cause trasversali (vedasi Batman & Robin), soprattutto quelli in cui mischia sapientemente horror e thriller.
Linea mortale (titolo italiano) è un bell'esempio di film di genere tipico dei primi anni '90; prodotto, tra gli altri, da Michael Douglas, fu un successo al botteghino, direi anche giustamente. La sceneggiatura di Peter Filardi narra la storia di un gruppo di studenti di medicina che sperimentano su sé stessi la morte indotta chimicamente, con l'unico scopo di provare l'esistenza dell'aldilà. Tra i punti che minano lo script c'è un secondo atto troppo dispersivo che manda in stallo la pellicola (forse anche un po' troppo melodrammatico), ma il finale si riprende giungendo al tipico Hollywood ending.
Ci sono molti spunti 'kinghiani' o, quanto meno, espedienti per creare tensione tipici del maestro americano. L'idea che l'esperienza di quasi morte costringa a confrontarsi con i propri peccati (o traumi) è interessante e ben sviscerata attraverso i personaggi. Il cast è eccezionale: Kevin Bacon, Julia Roberts, Oliver Platt, William Baldwin (sempre a 'sbafarsi' bionde in quell'annata, con dinamiche simili a quelle di Sliver) e il mitico Kiefer Sutherland, che riprende il classico ruolo da 'bello e dannato' su cui ha costruito metà carriera. I valori aggiunti, oltre alla regia, sono la colonna sonora di James Newton Howard, la fotografia di Jan de Bont e il production design di Eugenio Zanetti: insieme creano un'atmosfera gotica e lugubre, in bilico tra l'onirico e l'ultraterreno.






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A distanza di anni vale più per il carisma dei protagonisti e per un paio di soluzioni visive che per la trama, spesso sciocchina e fiacca.
RispondiEliminaAnche perché sono loro che fanno il film, assieme alla tipica atmosfera da tecno-thriller tipica dei 90.
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