Socrate (1971) Il padre della filosofia occidentale
Come per ogni buon studente di matrice classica vien facile intuire che questo era il progetto (o sogno nel cassetto) tanto agognato, da parte di un regista come Rossellini. Basato principalmente sui famosi dialoghi di Platone, Rossellini voleva realizzare un film su Socrate molti anni prima di iniziare la produzione. Scherzava dicendo che, come il filosofo ateniese, non riusciva a fare soldi.
Le riprese in esterni non potevano essere effettuate in Grecia a causa del regime dei colonnelli, quindi il film fu girato a Patones Arriba, una città spagnola allestita per assomigliare ad Atene. Gran parte della sceneggiatura è tratta direttamente dalle traduzioni di de la Rochefoucauld dei dialoghi di Platone, in particolare dall'Apologia. Anche il simbolismo cristiano è ampiamente utilizzato in questo film. Socrate si riferisce ai suoi seguaci come ai suoi "discepoli" e tutti bevono da un calice in una scena ricca di simbolismo. La musica dark ambient conferisce uno sfondo gotico che contrasta con i discorsi vocali di Socrate, come se sentissimo a intervalli regolari l'insistenza della morte che bussa alle porte e come questa presenza venga poi contrastata vivendo secondo le proprie convinzioni e diventando così un esempio immortale per coloro che verranno.
Il principio di Cristo esisteva prima di Cristo stesso e Socrate ne faceva certamente parte, l'uomo che redime l'umanità abbracciando il martirio. Di sicuro è un signor adattamento che beneficia di ogni singolo tocco che il regista può offrire, non male il cast (pure quello di doppiaggio, soprattutto) fatto di volti riconoscibili in una messa in scena certosina più che didascalica.








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