Runaway Jury (2003) La giuria, di Gary Fleder


Il cast è una powerhouse di caratteristi, alcuni usati di più e altri meno, ma il vero climax è nel confronto tra Hackman e Hoffman nei bagni del tribunale (davvero sopraffino), anche se Cusack e la Weisz sono ciliegine sulla torta come attori di supporto. Il film è stato un discreto successo commerciale, incassando circa 80 milioni di dollari in tutto il mondo. È considerato uno dei migliori adattamenti cinematografici dei lavori di Grisham proprio per la capacità di bilanciare il ritmo da thriller moderno con il classico dramma processuale. 



Il film appartiene al genere più caro agli USA (il courtroom drama) ed è basato su un soggetto dello scrittore americano più rappresentativo del genere, ovvero John Grisham, nonostante una sceneggiatura a dieci mani per l’adattamento cinematografico. Le solite grandi musiche di Christopher Young, unite alla sapiente fotografia di Robert Elswit, sono una base solida su cui poggia l'atmosfera del film; in questo, anche la regia di Gary Fleder regge bene, sapendo valorizzare i molti dialoghi che la compongono. Sebbene il film sia un adattamento dell'omonimo best-seller di John Grisham del 1996, la trama presenta un cambiamento fondamentale riguardo all'oggetto del contendere: dal tabacco alle armi da fuoco visto che giusto un anno prima era uscito Insider di Michael Mann



Stilisticamente è un’opera in pieno stile anni 2000, in cui il genere abbraccia tutte le sfumature del nuovo millennio (come la tecnologia), ma c’è anche un tocco di classico che cede il passo a una narrazione insolita, focalizzata più sugli intrighi fuori dalla corte che sulle arringhe e le testimonianze al suo interno. È diretto con mano ferma e con un cast esaltante; presumo sia un altro ottimo adattamento dei lavori dello scrittore. La giustizia appartiene a chi sa aspettare contro i potenti, anche se protetti da un emendamento secolare: questo film lo dimostra chiaramente.

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