28 Years Later: The Bone Temple (2026) Balla coi Sickos
Nia DaCosta firma il film più folle e sopra le righe della (per ora) quadrilogia dei '28' di Danny Boyle & Alex Garland. Per fare un paio di paragoni, questa pellicola sta a 28 Anni Dopo come 28 Settimane Dopo stava a 28 Giorni Dopo; il che non è un male, anche perché ritroviamo Alex Garland alla sceneggiatura, capace di ampliare quanto mostrato in precedenza.
Non c’è più lo stupore orrendo per il caos generato dal virus del primo capitolo, né il percorso formativo del terzo; si può quindi sperimentare e approfondire le idee e i personaggi lasciati finora da parte. Il film introduce finalmente un elemento mai affrontato nelle storie precedenti — doveroso, vista la natura della minaccia — portando verso una soluzione che si rivela una delle migliori scelte della saga (escludendo le varianti autoimmuni ma portatrici già introdotte tempo fa). La parte che più interesserà i fan è però il nuovo 'Sir' Jimmy Crystal con la sua setta, Spike e, indubbiamente, la chiave di svolta: il Dr. Ian Kelson. In pratica: il satanista, il dottore e l’infetto (Chi Lewis-Parry è un gigante nei panni di Samson, personaggio ideato dalla regista stessa). Le aspettative sull'orrore e il disagio portati da Jack O'Connell sono state ben riposte: il suo culto, una versione malata dei Teletubbies unita a una setta fanatica, è già iconico (ottime le prove di Emma Laird & Erin Kellyman). Alfie Williams soffre inizialmente l'essere assoggettato alla figura del culto, ma si risolleva nel finale.
Tuttavia, chi divora il film (specialmente l’atto finale) è Ralph Fiennes: prende il suo personaggio e lo modella in una figura mitica, con azioni e pensieri che aprono la strada a un gran finale di saga. Il Dottore, quasi in silenzio, è diventato il personaggio più importante dopo Cillian Murphy in soli due film. Per il resto, Nia DaCosta è meno lisergica e sperimentale di Boyle, ma compensa con originalità e una crudeltà umana dei sopravvissuti che descrive perfettamente il mondo che stiamo vedendo.
















L'ho adorato tantissimo, forse più del suo predecessore, e spero vivamente che un terzo capitolo possa venire realizzato!
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