The Pillow Book (1996) Note del guanciale, la body art di Peter Greenaway


Da tanto tempo non guardavo un film del mitico Peter Greenaway, ma ci ritrovo tutte quelle capacità di trasporre idee tipicamente da cinema ricercato con un tocco personalissimo e al limite della pittura viva.




In questo film si vive il simbolismo di due culture: quella giapponese e quella cinese incarnate dalla protagonista Nagiko (una splendida Vivian Wu), ma anche l'erotismo e la poesia che si mischiano in questo ibrido artistico. Se da una parte l'eros predomina vi sono qua e là tocchi drammatici e romantici che esaltano il contesto (ispirato dal famoso libro omonimo al film di Sei Shōnagon, direttamente dal 1° secolo), ma l'amore è la vendetta tramite il body painting è la forma che più sottolinea la natura di tale pellicola. La maggior parte degli espedienti visivi tipici di Greenaway (didascalie elaborate, immagini sovrapposte) sono qui impiegati; ma, accompagnati da canzoni degli U2 e musica tradizionale asiatica, anziché da una colonna sonora di Michael Nyman, appaiono più freschi e dinamici di prima.



Gli attori sono tenuti a sottomettersi completamente ai meccanismi di Greenaway, ma non c'è una sola interpretazione negativa. McGregor e Oida (nei panni di un editore venale) sono particolarmente bravi. Sublime la fotografia di Sacha Vierny.

Commenti