Stargate (1994) Il ponte per le stelle di Roland Emmerich
Hollywood, perché non fai più blockbuster del genere? Forse perché gente che vuole creare avventure e sogni come la Carolco si è bruciata l'esistenza cercando nuove idee (Showgirls & Corsari)? Eppure quando realizzavi per il grande schermo storie simili tutto il mondo andava al botteghino a sognare.
Che questo sia un classico film di Roland Emmerich lo si sente fino al midollo, il regista tedesco ma dallo stampo americano è percepibile in ogni singolo aspetto del film: cast, messa in scena, storia, effetti speciali e infine storia. Nella sceneggiatura di Emmerich & Dean Devlin ci saranno pure tutti i cliché di stampo stelle e strisce che volete, ma questo non ne toglie il carisma e il valore che viene aggiunto al film. Lo ricordavo diverso e lo trovato diverso ma anche meglio di quanto ricordassi, la trama nasce da un mistero per poi passare ad un catalizzatore narrativo che fa il film anche perché l'ambientazione su un altro pianeta offre sviluppi che nel solo viaggio temporale non sarebbero potuti esistere.
Che cazzo di eroe è Kurt Russell, capace di cambiare caratterizzazione del suo personaggio anche grazie al solo taglio del capelli, ben 12 anni dopo La Cosa di Carpenter è sempre il grande eroe contro l'ignoto alieno per cui si tifa a mani basse anche grazie al peso divistico che lo stesso attore si porta dietro. James Spader nel ruolo del gran figone sapientone perdente è tutto un dire (riconosco le sottigliezze con Atlantis e il suo Milo) visto che si mangia il ruolo tra sguardi e imposizione eroica, senza tralasciare il cast di caratteristi come Erick Avari o Viveca Lindfors. Mili Avital come note rosa è stata la miglior scelta possibile, sia fisicamente che a livello recitativo.
Passando alla trama l'idea di un ponte per le stelle è geniale, l'idea che la civiltà pre-egizia abbia avuto modo di entrare in contatto con una civiltà aliena qui trova campo fertile anche nella figura minacciosa di un Ra alieno con tanto di truppe basate su tale mitologia. Vi è scoperta, disillusione, amore, avventura, azione, fantascienza, ironia e tutto l'imbastinento che rendono un'opera interessante ma anche ben riuscita e calibrata. Emmerich negli anni 2000 ha poi sempre tentato di ripetersi, ma purtroppo all'ombra dei suoi successi, nonostante i fallimenti le bellissime gemme del suo modo di fare cinema sono sempre un eco che ho gradito e che sempre gradirò.

















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