Brawl in Cell Block 99 (2017) Il settimo cerchio dell'Inferno secondo S. Craig Zahler


«Canto XII, ove tratta del discendimento nel settimo cerchio d’inferno, e de le pene di quelli che fecero forza in persona de’ tiranni, e qui tratta di Minotauro e del fiume del sangue, e come per uno centauro furono scorti e guidati sicuri oltre il fiume.»


Probabilmente se con Bone Tomahawk il buon Zahler è riuscito ad imporsi a tutti con un'opera prima fulminea e tonante a ciel sereno, la conferma arriva subito (due anni dopo) con Brawls in a Cell Block 99 (che però è stato scritto prima) che ne rende adamantine le sue capacità senza dover ricercare altre motivazioni sul talento innato di Miami (ma residente a New York). Questa volta non è il western/horror ad essere testato, è invece un altro dei capisaldi americani ovvero il prison movie, dove la vena hard boiled stile anni 70 e quella da menar le mani (alla Walter Hill) si fanno potenti man mano che la trama prende vita. Il cast anche questa volta comprende nomi conosciuti: Vince Vaughn, Jennifer Carpenter, Don Johnson ed il grande Udo Kier. La sceneggiatura è ad opera sempre di Zahler, questa volta al montaggio troviamo Greg D'Auria a cui si affianca nella fotografia Benji Baksh, invece il regista per la colonna sonora si fa aiutare da Jeff Herriott. Il film fu presentato al Festival di Venezia per poi essere ditribuito nel mese di Ottobre dello stesso anno. Vince Vaughn per prepararsi alla parte mise su 6 chili di muscoli e si è allenò come pugile per tre mesi prima di girare il film così da rendere più facili le coreografie per le scene di lotta. In particolare le protesi utilizzate nelle scene di combattimento, per mostrare gli infortuni, sono state realizzate per assomigliare a effetti grindhouse in pieno stile anni '70. I produttori durante un'intervista affermarono che la distruzione dell'auto 8a mani nude stile STreet Fighter fu voluta da Vince Vaughn stesso. Si può anche notare l'ispirazione da "La Divina Commedia". Bradley Thomas deve raggiungere l'area della prigione con la massima sicurezza combattendo altri detenuti e guardie, il che garantisce che non uscirà mai di prigione. Lo fa per salvare sua moglie, il che può essere paragonato al viaggio di Dante nel nono cerchio dell'inferno.
La trama vien da sè: l'ex pugile Bradley Thomas vede la sua vita andare in pezzi, quando è in crisi con la moglie e perde il suo lavoro di carrozziere. Per sbarcare il lunario si vede costretto a lavorare come corriere della droga. Ritrovatosi coinvolto in una sparatoria tra poliziotti e malviventi, Bradley finisce in carcere dove verrà ricattato: infatti la moglie incinta verrà rapita e a Bradley verrà chiesto di uccidere un uomo sotto la minaccia di menomazione del feto che la moglie porta in grembo. L'uomo che deve uccidere si trova in un altro carcere di massima sicurezza, dove Bredley dovrà riuscire a farsi mandare. Quindi scatena una rissa ferendo gravemente tre secondini. Il film potrebbe sembrare lento nella prima parte (come per Bone Tomahawk, il regista si prende tutto il tempo del mond), ma questo è solo il cemento che rende solida la caratterizzazione del personaggio di Bradley. Trovo, in particoalre; che la sua scrittura sia semplicemente formidabile, ci troviamo per le mani un vero e proprio crociato moralmente solido (e Americano, la bandiera si vede ovunque specie nell'interrogatorio) in un un film cattivo e cupo che non ne ha per nessuno. La storia in sè non risulta nemmeno troppo originale. ma nonostante questo colpisce (molto forte), anche perchè la seconda parte è qualcosa di favoloso: splatter, violenza e crudeltà a non finire. Questa messa in scena di generi rende il film davvero uno spettacolo. Da citare in particolar modo la prova di uno strepitoso Vince, che finalmente toglie i classici abiti da attore di commedie americane e si presta per un film che ha un suo perchè ma questo l'aveva già dimostrato tempo fa nella seconda stagione di True Detective, ed anche prima forse.
L'ingegnosità della sceneggiatura sta nel non essere (astumente aggiungo io) un film sulle carceri americane, ma sul percorso di un detenuto da una prigione normale (per gli standard americani) ad una sorta di "latrina" carceraria in cui si è più o meno delle bestie e si vive reclusi in angusti vani pieni di escrementi (un girone dell'inferno insomma). Quindi che soffermarsi sullo stato estremo del carcere di massima sicurezza (forse eccessivamente enfantizzato e ritratto come una sorta di bunker nazista) si sofferma sui gesti, sulle espressioni, sul percorso di redenzione del protagonista. E' un film di genere alquanto atipico, come lo era l'opera precedente di Zahler, che spicca il volo non appena la storia si sposta dentro l'inferno in un'opera sistematica di demolizione del corpo, fra arti spezzati e teste maciullate (ottimo il sonoro). I combattimenti sono più basati sull'ottima resa delle coreografie rispetto ai tagli di montaggio, una fotografia vivida eccellente che riflette perfettamente la discesa agli inferi del protagonista. Forse non adatto ai puristi del genere, comunque grandi anche le prestazioni del restante cast che oompletano il mosaico narrativo dove ogni personaggio non è lasciato al caso. Se dovessi paragonarlo ad un album sarebbe sicuramente St. Anger dei Metallica, senza se e senza ma di sorta, una tale rabbia e voglia di proteggere quello che si ama (pur sbagliando in buona fede) senza eguali.

Commenti

  1. Sporco e cattivo fino alla fine, letteralmente! Difficile essere originali con certi generi, ma Zahler ci riesce ;)

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  2. L?ho adorato, brutto, sporco e cattivo come piace a me ;-) Cheers

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    1. Un film tosto che ti colpisce come il protagonista! ;)

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