martedì 22 dicembre 2020

From Paris with Love (2010) La solita ricetta di Luc Besson

Stranamente ci troviamo ancora nel 2010, avevo già parlato di Besson in passato, anche se in differente ambito, come piace dire a molti (in particolare sulla Bara), i francesi sono i più americani in Europa di quanto possano esserlo gli americani stessi. Questo film si aggiunge alla miriade di trasposizioni targate Luc, sotto la sua casa di produzione EuropaCorp, come al solito la ricetta è sempre la solita (tranne quando scopiazza John Carpenter): un film d'azione dove due persone totalmente agli opposti si uniscono per affrontare un nemico comune, la strana coppia coi botti o per meglio dire un buddy movie (però lontano dagli standard di Hill e Black). la direzione è di un altro suo fidato collaboratore: Pierre Morrel, che si è fatto una gavetta così come direttore della fotografia di tanti film (Danny the Dog, Transporter tra i tanti), ed artefice come regista di Banlieue 13 e di quella pecora nera che si chiama Io vi troverò (Taken) che io non guarderò mai.Il cast vede la partecipazione di John Travolta, Jonathan Rhys Meyers e Kasia Smutniak.
La trama vien da sé: Charlie Wax è un agente della CIA dai modi spicci e poco ortodossi: ai raffinati metodi di intelligence preferisce un caricatore pieno di pallottole e un bazooka. James Reese è invece un agente segreto metodico e ligio alle regole che lavora sotto copertura come assistente dell'ambasciatore americano a Parigi. La sua prima missione da spia è quella di sgominare un'imponente organizzazione criminale cinese guidata da un certo Wong, che traffica droga a Parigi e dal quartier generale gli viene inviato un partner, Wax. Il tumultuoso arrivo di Charlie Wax mette a soqquadro non solo Parigi, tra sparatorie e inseguimenti a tutta velocità lungo i boulevard, ma anche la vita sentimentale di Reese e della sua fidanzata Caroline. Ma non è solo per dei trafficanti di droga che Charlie Wax è a Parigi. Un'organizzazione terroristica infatti, ha intenzione di uccidere un importante personaggio politico statunitense in visita a Parigi.
Inizierò dai personaggi: quelli che ci troviamo davanti sono gli archetipi che si muovono in un genere come questo, quindi troveremo il personaggio straccia mutande (Meyer) e quello spaccca culi (Travolta). Visto che in trame del genere la caratterizzazione è data dal momento più che dalla introspezione, i personaggi agiscono nel contesto immediato di una situazione per poi evolversi alla fine della pellicola. Cosa voglio dire con questa spiegazione didascalica: i personaggi hanno qualità in proporzione alla voglia da far da caratterista dell'attore. Meyer svolge il compitino del bello (cosa consona alla sua carriera) quasi goffo e sfoggia qualche bella capacità da interprete del mandarino però è una spalla e quindi risulta funzionale. Il vero artefice del film è Travolta, un attore che si è riclicato un casino di volte in carriera, e che quando vi è bisogno di far personaggi sopra le righe è sempre in primo piano, qui lo troviamo in versione cozza pelata e uomo arsenale insomma un super agente fuori di melone e con la battuta facile al vetriolo. Le trovate divertenti sono tanti, tipo il vaso di coca o il giretto con la sgualdrina, ed anche citazionistiche talvolta (facendo l'occhiolino a Pulp Fiction, Karate Kid) e sono ben assimilate nella recitazione di John. Che vi dirò mi ha ricordato molto il suo film con Tony Scott. Parlando di Kasia fa il suo compito come deve, debbo dire comunque anche non essendo affetta da biondismo può dire la sua in quanto presenza scenica.
Concludendo parlando della trama, non ci troviamo di fronte ad un Oscar dell'azione e neanche di un film aborto, è un film buono che sicuramente sa intratennere tramite il ritmo serrato e l'ironia che riversa nelle situazioni (delle volte esageratissime) e nei personaggi, senza scordarsi poi della solita Parigi versione anni 70 come il prodotto di gusto americano se l'immagina sempre (pure nel 2000). Un improbabile buona pellicola, che comunque si prende abbastanza sul serio; in mano ad altri avrebbe perso molto. Il cinema francese, in tutti i suoi prodotti, produce un certo fascino.

8 commenti:

  1. Sì, la citazione esplicita a Karate Kid da parte di John Travolta (momento WTF del film) la ricordo bene :)

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    1. Penso che sia dovuta al gioco di parole del cognome del suo personaggio, in italiano si perde.

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  2. Di Besson preferisco altri, questo è un po' meh..

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    1. Nulla di trascendentale, però grazier a Johnny due risate saltano fuori facilmente!

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    2. ricordo quando lo vidi la prima e ultima volta. Non odiarmi, ma non m'è sceso proprio

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  3. Questo film non mi ha colpita particolarmente, Besson ha fatto di meglio

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