lunedì 4 dicembre 2017

Shadow of the Vampire (2000) Vampirismo metacinematografico


Senza dubbio questo film non è adatto a tutti coloro che cercano horror e terrore, in quanto "l'ombra del vampiro" analizza in modo approfondito la mente umana. Esso infatti pone in primo piano non tanto la figura del vampiro, ma si sofferma maggiormente sulla forza della conoscenza. Originale (ed anche introspettiva e divertente allo stesso tempo) ricostruzione delle riprese del leggendario Nosferatu di Murnau (1922). All'interno del film si possono trovare: una miscela giusta d'ironia, situazioni da romanzo gotico, estetica liberty e suspance. Con alcune sequenze che ricalcano per filo e per segno il film da cui trae spunto la vicenda raccontata in questo lungometraggio. Il regista, un uomo moderno in pieno delirio artistico, sfida la superstizione incarnata da Nosferatu da questo patto con il demonio, ne uscirà vincente, ma alquanto fuori di testa.


Interessante idea di E. Elias Mehrige (su soggetto e sceneggiatura di Steve Kats) ,che omaggia quello che rimane probabilmente l’horror più famoso e celebrato dell’epoca del muto.Trattasi ovviamente del “Nosferatu” di Murnau,film su cui gravano tutt’ora diverse dicerie,prima tra tutte che il protagonista, ossia Max Schreck, fosse realmente un vampiro.Prendendo spunto da questa leggenda Mehrige mette in scena la genesi, ovviamente fantasiosa del film, sfruttando al meglio il fascino magnetico (e pazzo) di John Malkovich nei panni di Murnau e le inquietanti fattezze di Willem Dafoe (nominato agli Oscar del 2001 per questa performance), strepitosamente a suo agio e camaleontico nel ruolo della creatura maligna.La pellicola oltre che nella performance dei due attori,presenta nell'idea di partenza il suo miglior pregio,unito a sequenze suggestive ed ambientazioni molto curate. Il restante cast fa da supporto ottimamente nel quale possiamo ritrovare: Udo Kier (pratico dei vampiri), Cary Elwes, John Aden Gillet, Eddie Izzard, Catherine McCormack.


Peccato che ogni tanto il film risulti eccessivamente verboso, inoltre non appare riuscitissima l'alchimia tra horror ed alcune sfumature ironiche, ma sono solo dettagli all'interno di un prodotto veramente interessante. Di buona fattura la rappresentazione dei due protagonisti, uno votato al male per istinto di sopravvivenza, l’altro malvagio e vizioso per scelta, determinato a raggiungere la fama anche al prezzo di sacrificare l’intera troupe, ovviamente tenuta all'oscuro della vera natura del sinistro attore. Buona l’alternanza tra il girato a colori e quello in bianco e nero, da parte di Chris Wyatt e Lou Bogue) che rappresenta ed omaggia palesemente il lavoro di Murnau. “L’ombra del vampiro” rimane un prodotto da premiare in quanto originale ed estraneo ai soliti cliché.


2 commenti:

  1. Un film che mi ha sempre incuriosito parecchio ma che purtroppo non ho mai visto!

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    1. Se ti capita prima o poi merita una visione. L'idea è accattivante un po' come Effetto Notte o il recente Hitchcock, solo che il il fatto di far sembrare tutto reale è veramente divertente e folle. Poi Malkovich e Dafoe assieme fanno faville...

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